Fronte Veneto Skinheads, al via le perquisizioni per 13 componenti

Brunilde Fioravanti
Dicembre 8, 2017

Gli uomini della polizia hanno perquisito le abitazioni di diversi militanti del Veneto Fronte Skinhead tra Como, Brescia, Genova, Lodi, Mantova e Piacenza, città di residenza degli indagati. I fatti per i quali si procede risalgono al 28 novembre u.s. quando, nel corso di una riunione tenutasi nel capoluogo lariano organizzata nel Chiostrino di Sant'Eufemia dall'associazione "Como senza frontiere", un gruppo di estremisti di destra ha fatto irruzione nella sala del convegno dando lettura ad un comunicato, a firma della suddetta formazione e dal titolo "Como senza frontiere: ipocriti di mestiere", contro le attività delle organizzazioni impegnate nell'accoglienza dei migranti.

La Digos ha denunciato i 13 esponenti neofascisti, responsabili del reato di violenza privata con l'aggravante del numero delle persone riunite. Le perquisizioni sono state disposte dalla procura comasca. All'esito delle operazioni è stato rinvenuto e sequestrato materiale documentale al momento argomento di un'approfondita analisi da parte dei poliziotti delle Digos e del Servizio per il Contrasto dell'Estremismo e del Terrorismo Interno- UCIGOS. La Questura ha notificato ai dieci indagati non residenti in provincia di Como il provvedimento del foglio di via obbligatorio, con divieto di ritorno nel Comune di Como per un periodo di tre anni.

Le perquisizioni hanno portato al sequestro di personal computer, chiavette salvadati, supporti informatici e documentazione cartacea. Ai tre comaschi indagati il questore ha rivolto l'avviso orale, l'invito a cambiare condotta che, in caso di violazione, può portare all'applicazione della sorveglianza speciale o di altre misure di prevenzione più afflittive.

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