Italia, Confindustria ottimista ma avverte: "Paese al bivio"

Cornelia Mascio
Dicembre 13, 2017

E "questo si applica particolarmente all'Italia, sia come spiegazione delle origini antiche del suo male di lenta crescita sia come rischio di non perseverare nella prossima legislatura lungo le linee di politica economica e di cambiamento faticosamente intraprese negli ultimi anni". Dagli economisti di via dell'Astronomia anche la prima stima sulla crescita attesa per il 2019: "Stima +1,2%".

Confindustria conferma la ripresa economica in atto in Italia e sottolinea come il Paese non sia più la Cenerentola della crescita.

Buone notizie che vengono mitigate dal fatto che "resta ampia la distanza dal picco pre-crisi".

"L'espansione globale prosegue - ha detto il capo economista Luca Paolazzi - alla velocità più alta dal 2010 e non vediamo rischi se non una guerra con la Corea del Nord o in Medio Oriente".

L'andata alle urne degli italiani "si presenta come un test molto rilevante e - avverte Confindustria - disegna per il Paese una biforcazione tra il proseguire il lungo cammino delle riforme o non far nulla (che, in termini relativi, vuol dire arretrare), se non proprio tornare indietro".

Un treno in corsa, dunque, "a cui l'Italia appare decisamente agganciata".

Un trend di cui secondo il Csc si sta giovando il mercato del lavoro.

Se il Pil seguirà questi andamenti, il deficit pubblico scenderà quest'anno al 2,1% del Prodotto interno lordo e all'1,7% nel 2018. Risalilrà invece all'1,9% nel 2019. Scenderà il rapporto tra debito pubblico e PIL: 131,6% quest'anno (132% nel 2016), 130,5% nel 2018 e 129,6% nel 2019. "La composizione della manovra sostiene la crescita".

Prevista in discesa la pressione fiscale.

Se il Pil 2017 conferma la crescita dell'1,5%, quello del 2018 chiuderà invece l'anno con un +0,2% rispetto al +1,3% previsto lo scorso settembre toccando dunque un +1,5%.

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