Fabrizio Frizzi si racconta dopo il malore: "La battaglia non è finita"

Brunilde Fioravanti
Gennaio 23, 2018

Ma andiamo a scoprire meglio cosa ha rivelato Fabrizio Frizzi nella sua prima intervista dopo il malore.

Intanto si avvicina una data importante per Frizzi, che il 5 febbraio compirà 60 anni. Ora è il conduttore a ripercorrere cosa gli è successo dal 23 ottobre 2017 (giorno del malore) in poi.

Fabrizio Frizzi, intervistato da Tv Sorrisi e Canzoni, ha parlato del malore del quale è rimasto vittima lo scorso 23 ottobre e che gli ha cambiato la vita. Sono stato capace, grazie a bravissimi medici e a una famiglia favolosa al fianco, di rimettermi in piedi e anche di tornare a lavorare. Frizzi è infatti tornato alla guida del Game show di Rai1 lo scorso 15 dicembre "ma - ammette - sto lavorando all'interno di una terapia".

Frizzi non vuole ancora spiegare nel dettaglio la natura del suo malore, poiché ha lasciato intendere che non è ancora guarito e dovrà affrontare una lunga lotta con il male che preferisce condurre nel proprio ambiente familiare circondato dalla forza e dal sostegno dei suoi cari.Prima di una completa guarigione non vuole fornire i dettagli della propria storia per non dover affrontare anche la pressione mediatica in un momento già delicato della propria vita. "Purtroppo la battaglia non è ancora finita, anche se sono fortunato, posso stare in piedi, parlare e fare il bene il mio lavoro", ha dichiarato il conduttore a Sorrisi e Canzoni tv. Il racconto definitivo ha deciso di renderlo noto solo "quando e se vincerò questa battaglia". Nonostante tutto continua a considerarsi comunque un uomo fortunato: "Se fosse accaduto quando ero da solo non so come sarebbe andata a finire. Gli sono molto grato". "E poi da lì si è manifestata una situazione di salute seria e ho potuto cominciare a combattere". "Non sono ancora in grado di andare in giro senza essere 'restaurato' e quindi con molta umiltà me ne sto a casa, sto con la famiglia e combatto la battaglia quotidiana - sottolinea - Poi durante la settimana per tre o quattro giorni vengo a fare L'eredità, 'mi restaurano', c'è tutto il tempo di farlo, e ho la protezione che mi garantisce la squadra del programma". Ovviamente precisa di non vergognarsi di farsi vedere con i segni delle terapie che sta seguendo, ma ha ancora bisogno di calma, perché, spiega "bisogna ricominciare ad esporsi quando si sta bene".

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