Uranio: Commissione, gravi criticità

Remigio Civitarese
Февраля 7, 2018

"Esiste sul piano giuridico un nesso di causalità tra l'accertata esposizione all'uranio impoverito e le patologie denunciate dai militari", ha detto il presidente. Nel mirino il "negazionismo" dei vertici militari e gli "assordanti silenzi generalmente mantenuti dalle Autorità di Governo".

La relazione finale, così dura nei confronti della dirigenza miltiare, è stata approvata dalla commissione con 10 sì e 2 no. due contrari sono Elio Vito di Forza Italia e Mauro Pili del gruppo misto.

Ma per Giorgio Trenta "assolutamente non è il mio pensiero, non ho mai detto che l'uranio impoverito è responsabile dei tumori riscontrati nei soldati".

In particolare la relazione cita l'audizione diGiorgio Trenta, presidente dell'Associazione italiana di radioprotezione medica che ha confermato questo legame letale: "La responsabilità dell'uranio impoverito nella generazione di nanoparticelle e micropolveri, capaci di indurre i tumori che hanno colpito anche i nostri militari inviati ad operare in zone in cui era stato fatto un uso massiccio di proiettili all'uranio". Critiche anche alla magistratura penale, i cui interventi "non appaiono sistematici" a tutela della salute dei militari. "Centinaia di ispezioni in siti militari, aree addestrative, poligoni con decine e decine di analisi di suoli e acque hanno concordemente escluso presenza di uranio impoverito da munizionamento e spiace che tale dato oggettivo e inoppugnabile sia stato omesso nelle dichiarazioni pubbliche della Commissione". "Nell'amministrazione della Difesa continua a diffondersi un deleterio senso d'impunità", si legge ancora nella relazione. Il militare aveva denunciato l'atteggiamento ostruzionistico e le minacce di alcuni superiori.

Un altro episodio è quello del tenente colonnello medico Ennio Lettieri, testimone, a suo dire, della presenza di una fornitura idrica altamente cancerogena di cui era destinatario il contingente italiano in Kossovo. Dalla relazione finale, dunque, sono emersi i molteplici rischi molto gravi ai quali sono esposti i lavoratori ed i cittadini nelle loro attività svolte dalle forze militari ma anche polizia di Stato e vigili del fuoco. "Non c'è solo l'uranio, ma anche l'amianto, presente in navi, aerei, elicotteri". Basti pensare che solo nell'ambito della Marina Militare sarebbero, secondo quanto accertato dalla Commissione, oltre mille le persone morte o ammalate in seguito a patologie correlate all'uranio. "E' anche urgente - si legge nella relazione - il superamento dell'Osservatorio epidemiologico della Difesa e l'affidamento delle indispensabili ricerche epidemiologiche nel mondo militare a un ente terzo e qualificato per coerenza scientifica come l'Istituto Superiore di Sanità".

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