Ha ucciso la moglie malata, la Cassazione: "Nessuna attenuante"

Remigio Civitarese
Febbraio 15, 2018

L'uomo, G.V, di Firenze, aveva strangolato la moglie nel marzo del 2014 usando una sciarpa, poi è rimasto accanto al cadavere in veglia per un'ora.

La prima sezione penale della Cassazione ha così confermato la condanna a 7 anni e 8 mesi di carcere, inflitta con rito abbreviato, all'imputato, il quale chiedeva gli fosse riconosciuta anche l'attenuante per "motivi di particolare valore morale o sociale". "Non ce l'ho fatta più", ha detto agli agenti, spiegando che il suo gesto era legato a un repentino peggioramento della salute della moglie, sotto gli aspetti sia fisico sia mentale. A deciderlo è la Corte di Cassazione, che non ha ritenuto valida la possibilità di attenuante.

Per i giudici, sul tema dell'eutanasia infanti non si registra ancora all'interno della società italiana "un generale apprezzamento positivo" e anzi ci sono "ampie correnti di pensiero che la contrastano". "In questa condizione psicologica, si era probabilmente radicato il suo convicimento di esaudire un desiderio della stessa".

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