Napoli, consigliere regionale Luciano Passariello (FdI) indagato. Procura: "Corruzione e traffico rifiuti"

Remigio Civitarese
Febbraio 15, 2018

Nell'ambito di questa inchiesta molto delicata - nella quale è coinvolta anche la Sma, vale a dire la società regionale per la tutela dell'ambiente - sono state eseguite oggi alcune perquisizioni da parte degli agenti dello Sco presso gli uffici regionali. L'inchiesta è condotta dai magistrati della Dda e della sezione reati contro la pubblica amministrazione, in particolare dal procuratore Giovanni Melillo con l'aggiunto Giuseppe Borrelli, i sostituti Celeste Carrano, Henry John Woodcock, Ilaria Sasso del Verme, Ivana Fulco e Sergio Amato. Fanpage, racconta Piccinini, ha utilizzato giornalisti 'provocatori', che avrebbero avvicinato e fatto parlare diversi politici e imprenditori, proponendo affari sullo smaltimento dei rifiuti.

Napoli - Luciano Passariello, consigliere regionale in Campania e braccio destro di Giorgia Meloni, è stato indagato per voto di scambio e traffico di rifiuti a Napoli. "Risulto coinvolto perché altre persone avrebbero fatto il mio nome - afferma in una nota Passariello - Qualcuno può millantare credito ma essere nominato da altre persone in terze conversazioni è cosa ben differente dal commettere reati". Stamattina la polizia ha perquisito la stessa redazione di Fanpage per acquisire nuovo materiale audiovisivo. Lì sono stati sequestrati atti e documenti e controllato un computer di Lorenzo Di Domenico, attuale amministratore delegato di Sma.

Passariello, napoletano, 57 anni, siede in Consiglio regionale dal 2005, prima nelle fila di Forza Italia, poi in quelle del Pdl; alle ultime regionali si è candidato ed è stato rieletto nelle liste di Fratelli d'Italia.

Passariello corre nel collegio elettorale di Secondigliano e proprio ieri ha accompagnato la leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni nel tour elettorale a Napoli. Melillo aggiunge che "la delicatezza e la complessità delle attività d'indagine in svolgimento impongono di conservare il più stretto riserbo".

Tra gli indagati figurerebbero anche altri esponenti del centrodestra. Le perquisizioni sono frutto di parte di una inchiesta video di Fanpage.it che riguarda il ciclo dei rifiuti, durata 6 mesi e che sarà pubblicata nelle prossime ore. "Abbiamo incontrato dei camorristi che ci hanno spiegato dove sotterrare quei rifiuti, chiedendoci 30mila euro a camion". Piccinini, insieme al giornalista che ha realizzato l'inchiesta, Sacha Biazzo, e all'ex boss dei rifiuti impiegato nell'operazione, risultano indagati per induzione alla corruzione. "È chiaro che non abbiamo smaltito rifiuti né preso soldi". Piccinini precisa di aver avuto sin dall'inizio "un rapporto di dialogo" con le forze dell'ordine.

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