San Giovanni a Teduccio: arrestato il capoclan Francesco Mazzarella e 8 affiliati

Remigio Civitarese
Febbraio 15, 2018

Il 31 dicembre del 2017 da una perquisizione effettuata nell'abitazione di Gitano Luigi, affiliato al clan Mazzarella sono state rinvenute 182 munizioni di vario calibro, un silenziatore ed un impianto di video sorveglianza, oltre che uno sgabello nei pressi della finestra, a dimostrazione che al momento dell'intervento della Volante l'uomo era in compagnia di altre persone poi scappate.

Un gruppo di affiliati al clan Mazzarella di San Giovanni a Teduccio è stato sgominato da un'operazione della polizia e precisamente dalla sezione Omicidi della Squadra mobile della questura di Napoli. Si è arrivati non soltanto ad individuare i due autori dell'agguato (Raffaele Russo e Rosario Guadagnuolo, già condannati in primo grado), ma anche a ricostruire l'attività del sodalizio camorristico e la sua organizzazione.

"Figura di spicco del clan è risultato essere Francesco Mazzarella, soprannominato "'o Parente", che pure non partecipando in prima persona alle azioni violente è stato identificato come capo indiscusso del gruppo.

Le investigazioni hanno, inoltre, accertato che l'omicidio Di Pede ha determinato una spaccatura tra il clan Mazzarella e il clan Formicola, un tempo alleati e la nascita di una nuova alleanza tra il clan Formicola e il clan Rinaldi. Una rivoluzione negli assetti della camorra del quartiere, con i Mazzarella che strinsero un'alleanza con il clan Rinaldi e scatenarono la scia di sangue del biennio 2014 e 2015. Col quartiere diventato terra di conquista, sono iniziate le stese e gli agguati. Approfittando dei botti di fine anno, quattro uomini del clan Mazzarella, nell'ennesimo episodio della faida tra gruppi criminali nell'area centrale della città, avevano esploso numerosi colpi d'arma da fuoco contro l'abitazione di un boss rivale. Questi avrebbero sparato verso l'abitazione di Sergio Grassia, esattamente come l'8 dicembre.

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