Agcom: TV mezzo preferito dagli italiani, ma Internet avanza inarrestabile

Cornelia Mascio
Febbraio 21, 2018

Solo la televisione resiste ancora come mezzo dotato di un suo bacino (circa l'8% della popolazione) di utenza esclusiva. A rilevarlo è l'Agcom, nel Rapporto sul consumo di informazione nel 2017.

Secondo l'Autorità, gli italiani accedono alle informazioni su Internet utilizzando le così dette fonti "algoritmiche" che sono utilizzate dal 55% della popolazione. Come è possibile osservare dal grafico, la televisione si conferma ancora il mezzo con la maggiore valenza informativa, sia per frequenza di accesso anche a scopo informativo (90,3%), sia per importanza e attendibilità percepite. Non stupisce che la televisione sia ancora il canale informativo per eccellenza, sia per frequenza d'utilizzo che per accesso. Rimane, infine, una nicchia di Italiani (circa il 5 per cento) che non si informa affatto (almeno non attraverso i mezzi di comunicazione di massa). Riguardo invece al grado di attendibilità delle notizie, gli italiani continuano a ritenere più affidabili, rispetto alle fonti online, quelle acquisite attraverso le fonti tradizionali.

Più basso per informarsi, invece, è l'accesso alle fonti editoriali con una percentuale pari al 39% della popolazione. Tra queste fonti, però, si riscontra una minore affidabilità percepita, in particolare per i social, ritenuti affidabili o molto affidabili da meno del 24% di chi li consulta per reperirvi informazioni.

Internet svolge un ruolo di primo piano nella dieta mediatica dei soggetti minorenni.

La rete ha aumentato la pluralità delle fonti "che si differenziano per tipologia di editore (tradizionale, nativo digitale) fase nella catena produttiva e distributiva nell'ecosistema informativo (editori, blog, piattaforme), modalità di diffusione (editoriale e algoritmica), reputazione del marchio"; "ma le piattaforme costituiscono dei veri a propri gatekeeper per l'accesso all'informazione", recita l'executive summary.

Le piattaforme digitali fungono da intermediari per l'accesso all'informazione online da parte dell'individuo, accesso che molto spesso è frutto anche dell'incidentalità e casualità della scoperta delle notizie da parte dello stesso cittadino, che peraltro rischia di non avere piena consapevolezza circa la natura e la provenienza dell'informazione.

Qui ci si può imbattere nel complesso fenomeno di "polarizzazione ideologica": l'analisi della relazione sussistente tra la polarizzazione ideologica degli utenti dei social network e le loro attività in rete ha mostrato come la polarizzazione possa avere un effetto significativo sul maggior impegno (engagement) nei confronti delle notizie divulgate dai social network. Il legame tra lo svolgimento di tutte le azioni informative sui social network (incluse quelle azioni a più alto tasso di coinvolgimento dell'utente) e la polarizzazione ha evidenti riflessi sul concretizzarsi di fenomeni di diffusione di posizioni radicalizzate e creazione di bolle ideologiche.

Andando più a fondo, secondo i dati rilevati, gli individui più schierati dal punto di vista ideologico ricorrono in maniera piuttosto ampia ad Internet come mezzo di comunicazione per informarsi sulle scelte politico-elettorali, secondo dinamiche che portano alla formazione delle cosiddette echo chamber, caratterizzate da individui che discutono solo all'interno di una cerchia di persone vicine ideologicamente, ricalcando e acuendo le problematiche di esposizione selettiva e confirmation bias.

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