Assegni: in arrivo nuovo cambiamento per le sanzioni Video

Cornelia Mascio
Marzo 14, 2018

"Nonostante ciò, a seguito di segnalazioni risulta che continuano ad essere utilizzati assegni che non riportano tale clausola pur essendo di importo maggiore di 1.000 euro".

Per ricordare come si compila un assegno non trasferibile e quando prestare attenzione, il 12 marzo 2018 sul sito del Ministero dell'Economia è stata pubblicata una guida riepilogativa sulle regole attualmente in vigore introdotte al fine di consentire la tracciabilità degli scambi di denaro.

È stato però verificato che in alcuni casi, sottolinea via XX Settembre, "le sanzioni elevate possono colpire cittadini che in buona fede hanno utilizzato assegni senza clausola di non trasferibilità". Dal 2008 le banche non stampano più carnet di assegni senza la clausola di non trasferibilità. Le multe per la mancata presenza o apposizione della clausola di non trasferibilità sono state aggiornate recentemente. Se, invece, l'importo è inferiore a 1.000 euro l'assegno può essere fatto circolare anche senza clausola.

Si ricorda che in ogni caso è possibile ancora oggi richiedere alla banca o a Poste Italiane il rilascio di libretti di assegni in forma libera, ovvero senza la clausola di non trasferibilità. È questo, in estrema sintesi, il bilancio che emerge dall'indagine condotta dal Ministero dell'Economia sugli assegni non trasferibili in occasione dei dieci anni dell'entrata in vigore del D.Lgs. n. 231/2007 (normativa antiriciclaggio) che sanziona l'uso di assegni oltre una certa soglia privi della clausola di non trasferibilità.

Per tutte le violazioni intercorse dal 4 luglio 2017 si applica una sanzione di importo compreso tra i 3.000 ai 50.000 euro per gli importi trasferiti da 1.000 a 250.000 euro. Sono stati contestati circa 1700 titoli di pagamento perché non in regola e le contestazioni riguardano sia l'emittente che il ricevente dell'assegno. L'oblazione è un istituto giuridico che, nel nostro caso, prevede la possibilità di chiudere in anticipo il procedimento versando una determinata somma entro 60 giorni alla data di contestazione.

Ovviamente, non è possibile conoscere a priori cosa conviene fare e pertanto il contribuente che, ignaro della legge, ha erroneamente emesso un assegno privo di clausola non trasferibile potrà soltanto scegliere se correre o meno il rischio di dover pagare la maxi sanzione di 50.000 euro.

Dopo aver ricevuto la contestazione si può decidere se pagare l'oblazione oppure aspettare che si conclusa il procedimento sanzionatorio per fornire osservazioni e ottenere il proscioglimento totale con il pagamento di una sanzione inferiore all'oblazione.

L'obiettivo dichiarato è quello di recuperare la proporzionalità tra l'importo trasferito e la sanzione inflitta.

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