Hitler contro Picasso e gli altri: L'ossessione nazista per l'arte

Brunilde Fioravanti
Marzo 14, 2018

L'idea del film le è venuta da una serie di coincidenze che non ha potuto ignorare, dalla lettura del libro di Anne Sinclair "Rue La Boétie 21" (Skira), racconto della vicenda della galleria parigina di suo nonno Paul Rosenberg, alla consultazione del catalogo della mostra sull'arte degenerata organizzata dal regime nazista nel 1937 (si parla di questa mostra epocale anche nel romanzo "Il mistero dell'angelo perduto" di Paolo Jorio e Rossella Vodret), alla visita di alcune mostre dedicate al gigantesco furto d'arte perpetrato dai nazisti nei confronti di collezionisti e galleristi ebrei.

Attraverso interviste, testimonianze e preziosi materiali d'archivio, il film svolge l'importante funzione di ricostruire la storia di questo periodo storico-artistico. Tuona come un monito, ma anche come una verità amara, la riflessione di Picasso, che chiude il docu-film affidata alla voce narrante di Toni Servillo e sottolineata dalle colonna sonora originale firmata da Remo Anzovino. Questi capolavori erano destinati a occupare gli spazi di quello che Hitler immaginava come il Louvre di Linz (rimasto poi solo sulla carta) e di Carinhall, la residenza privata di Goering, l'altro grande protagonista del saccheggio dell'Europa. Si calcola, infatti, che le opere sequestrate nei Musei tedeschi siano state oltre 16.000 e oltre 5 milioni in tutta Europa. Sui muri le frasi di commento: "Incompetenti e ciarlatani", "Un insulto agli eroi tedeschi della Grande Guerra", "Decadenza sfruttata per scopi letterari e commerciali". La mostra, portata in dodici tappe tra Austria e Germania, fu visitata da due milioni di persone: emerse con forza inarrestabile la portata liberatoria dell'arte, il messaggio rivoluzionario delle avanguardie e il loro fascino sovversivo decisamente più attraente dei manierismi e dei noiosi paesaggi teutonici esibiti dall'Arte germanica. Il film diretto da Claudio Poli e prodotto da Nexo Digital e 3D Produzioni con la partecipazione di Sky Arte, sarà proiettato in diversi cinema in tutte Italia in anteprima mondiale.

Hitler contro Picasso e gli altri. E Picasso è stato forse l'unico a comprendere le paure di Hitler, a comprendere che la dichiarazione di guerra del Führer all'arte degenerata era una questione politica, perché l'arte non è mai indifferente.

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