Matteo Salvini litiga coi giornalisti a Strasburgo

Remigio Civitarese
Marzo 14, 2018

Un governo di tutti per fare le riforme istituzionali e la legge elettorale, poi tornare rapidamente al voto. Sulle presidenze di Camera e Senato "fare il contrario di quello che gli italiani hanno scelto la settimana scorsa sarebbe una follia". Per la prima volta anche il Sud ha preso coscienza della forza dirompente di un progetto politico serio e sostenibile, che mette al centro i cittadini.

Il leader leghista, da Strasburgo, ha intanto ribadito l'indisponibilità a fare accordi con il Pd lasciando però aperto uno spiraglio sulla possibilità di trattativa con il Movimento Cinque Stelle. Ma la modifica della Carta "sarà parte del processo dei prossimi cinque anni. Non penso sia tanto difficile intuire con chi si ragiona".

Forza Italia vorrebbe che la presidenza di palazzo Madama andasse a Paolo Romani che godrebbe anche del sostegno dei Dem. Lo schema che ha invece in mente il segretario del Carroccio prevede che invece i due scranni più alti vadano ai partiti vincitori quindi Carroccio con Giorgetti in pole per Montecitorio e Toninelli per palazzo Madama. Si definirà con Berlusconi la linea sulle elezioni dei presidenti di Camera e Senato. Oltretutto, e qui viene il pericolo, siccome l'Italia non è messa nemmeno lontanamente come ci è stata descritta dal Governo della maggioranza uscente, il rischio di un altro " Mario Monti " è altissimo.

Le priorità del programma di governo sono "lavoro ed emergenza" se su questo ci sarà una maggioranza "mi prendo il dovere e l'onere di governare". Unica luce in grado di spazzare il fantasma di un voto anticipato a settembre.

Primo ostacolo: il calendario. "Come Unione delle Comunità Islamiche d'Italia siamo apartitici, abbiamo rapporti con tutti, lavoriamo su questo fronte", prosegue il presidente di Ucoii.

Io sono Tommaso Marianini e ho 18 anni. Ma perché le elezioni possano materialmente svolgersi, le Camere andrebbero in quel caso sciolte entro fine aprile. "Mai avuto paura di confrontarci con gli elettori. - ha aggiunto ancora Salvini - Un partito che ha paura di confrontarsi con gli elettori ha sbagliato qualcosa".

"All'interno delle politiche fiscali escludiamo qualsiasi elemento di tasse o accise, la clausola di salvaguardia per l'aumento dell'Iva per noi non esiste". Crollerebbero i consumi interni, con conseguente gelata della crescita.

Accolto nella sala stampa del Parlamento europeo dall'applauso di alcuni sostenitori, tra cui europarlamentari del gruppo di estrema destra Enf, Salvini risponde polemicamente ai rimbrotti dei giornalisti presenti: "Se a qualcuno non piace il risultato elettorale può andarsene, vedo che a sinistra c'è molta gente nervosa e questo mi fa piacere". In gioco ci sono parecchi voti. Su un governo di minoranza, ha detto: "Se non ho i numeri al governo non ci vado".

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