Copertura vaccinale al 95%. Iss: "Obiettivo raggiunto"

Modesto Morganelli
Marzo 15, 2018

Lo ha detto Giovanni Rezza, direttore del Dipartimento Malattie Infettive dell'Iss. D'altra parte la situazione è decisamente a macchia di leopardo: per dieci regioni (Veneto, Piemonte, Emilia Romagna, Lazio, Toscana, Marche, Liguria, Lazio, Valle d'Aosta, Sicilia) e nelle due province autonome di Bolzano e Trento è prevista una procedura semplificata per via telematica, e saranno le Asl a comunicare direttamente con le scuole: non ci sarà bisogno che il genitore presenti la documentazione. Nel resto del Paese, privo di anagrafe vaccinale, la data che si guarda è proprio il 12 marzo, perchè i termini sono scaduti, e qualche bambino è rimasto fuori dalla scuola per l'infanzia. "Le vaccinazioni sono aumentate - ha aggiunto - e questo era l'obiettivo del decreto, non punire i genitori inadempienti". Di proroga, invece, parla Luisa Franzese, direttore dell'Ufficio scolastico regionale della Campania, dove per il momento non si è verificato alcun problema: "Abbiamo pubblicato tutte le informazioni relative alla proroga - ha spiegato la dirigente - le scuole sono state informate" e per mettersi in regola ci sarà tempo fino al 30 marzo. I dati, ha spiegato Rezza, "sono ancora preliminari e riguardano solo alcune regioni, mentre quelli complessivi e definitivi arriveranno fra circa un mese" ma confermano già l'aumento delle vaccinazioni che ha permesso di raggiungere la soglia considerata di sicurezza. A chi gli chiedeva se quei trenta non potranno entrare a scuola alla scadenza degli obblighi, D'Amato ha risposto: "E' come quando si va in piscina: se hai la cuffia entri, se non ce l'hai non entri". Lo ha precisato in questi giorni l'Associazione nazionale presidi. Tassativamente: "C'è una legge dello Stato e i presidi hanno l'obbligo di farla rispettare", aveva scandito riconoscendo però anche che "non occorre che i bimbi siano già stati vaccinati, basta che sia stata presentata alla Asl richiesta di effettuazione della vaccinazione e che la somministrazione sia stata fissata anche dopo il 10 marzo". Si ha notizia di altri quattro bambini rimandati a casa in un asilo di Sulmona (in provincia dell'Aquila) mentre, riferisce l'Ansa, in Sardegna i casi sono decine.

Increduli i genitori che sostengono la libera scelta in fatto di vaccinazioni. I bambini non sono stati accettati all'asilo perché i genitori avevano prodotto la sola fotocopia del libretto delle vaccinazioni sostenute. Coloro che hanno rifiutato le vaccinazioni sono circa 30 unità.

Intanto il Movimento Italiano Genitori chiede "cautela e il supremo interesse alla salute del minore". E ancora: "È inaccettabile per il nostro sistema scolastico, da sempre inclusivo, avviare la caccia all'untore sui bambini non vaccinati. La legge quindi funziona e si stanno vedendo i risultati". "Vogliamo presidi educatori e non sceriffi di un provvedimento contrario alla convenzione di Oviedo e alla carta universale dei diritti dell'uomo".

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