Immobile: "Non ho più sentito Ventura. Svezia uno shock"

Paola Ditto
Marzo 22, 2018

Non andare ai Mondiali ci penserà ancor più quando a giugno vedremo che l'Italia non è in Russia.

L'ex attaccante del Torino è tornato a parlare della bruciante eliminazione dal Mondiale di Russia, maturata con la sconfitta nei Playoff contro la Svezia: " Abbiamo ancora dei ricordi negativi - ha affermato l'attaccante della Lazio intervistato da 'RaiSport' - Dispiace a tutti quello che è successo e a noi prima di tutti gli altri.

L'azzurro poi si sofferma sui giorni successivi alla sfida di Milano: "Non solo a Coverciano ma anche nelle settimane seguenti a quello che è successo siamo rimasti in contatto fra compagni di Nazionale". Siamo consapevoli che lui è una spinta morale per noi dentro lo spogliatoio e quando parla lui ci unisce come gruppo. E' la macchia più brutta della nostra carriera, soprattutto per noi che abbiamo fatto il Mondiale in Brasile, che non era andato benissimo. Il calcio è strano perché ci sono degli episodi ed in entrambe le partite la palla mezza e mezza non è mai capitata nel punto giusto, al momento giusto. Se giochiamo col 4-3-3 ci giocheremo il posto, ma la concorrenza è positiva in questo momento perché dobbiamo ripartire e servono stimoli. Non siamo riusciti a fare goal in nessuna delle due partite e questo è il rammarico più grande. "Ventura? Non l'ho piu' sentito". Il gruppo è sempre stato buono, è sempre stato unito anche in momenti difficili, come quello, e lo si è visto. Il numero 11 in Nazionale mi ha portato fortuna fino alla partita con la Svezia, però le cose belle ed importanti le ho sempre fatte con il 17.

L'attuale tecnico della Nazionale quattro volte Campione del Mondo, in conferenza stampa è apparso sicuro di sé e fiducioso nel giocarsi la permanenza sulla pregevole panchina azzurra nonostante la concorrenza agguerrita di allenatori come Mancini, Conte e Ranieri: "So che ho le mie chance per giocarmi questa partita e voglio mettere in difficoltà chi dovrà scegliere. Quindi adesso prenderò qui il 17".

"Se fossimo al Mondiale saremmo qui con un altro spirito tutti quanti". Anche la gente avrebbe seguito le due amichevoli di marzo con più partecipazione e voglia. Però tutta l'Italia deve capire che può succedere uno sgambetto, succede a tutte le grandi squadre e le grandi nazioni, l'importante è saper reagire e ripartire.

CIRO MESSI -"Ho detto anche io quando l'ho incontrato a Siviglia, nella finale di Supercoppa europea, che sfidare Messi è come giocare alla playstation, perché in quella occasione fece due gol stupendi. In quella partita non ho giocato, e invece quest'anno mi trovo a pari merito di gol con Messi e per me è una situazione diversa". Ha chiamato l'ultimo figlio Ciro? E' difficilissima da vincere ma è il sogno di tutti gli attaccanti.

Chiosa, poi, sul rapporto con Andrea Belotti: "Io e il Gallo ci sentiamo spesso, gli ho detto che ci sono momenti in cui hai una nuvola nera in testa e altri in cui il sole splende". Ma resta un grande calciatore, lui è il futuro della Nazionale. L'ho trovato psicologicamente meglio delle ultime volte perché ha ripreso a segnare. "Tra noi non esiste invidia" ha concluso.

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