'No al terremoto fiscale'. In migliaia al corteo a L'Aquila

Cornelia Mascio
Aprile 17, 2018

Durante il corteo di protesta degli aquilani in merito alla restituzione delle tasse chieste dall'Europa, la Meloni ha usato parole forti nei confronti dell'Ue: "Siamo di fronte ad un'Europa sorda, cieca, muta e pure un po' cretina, perché non distinguere aiuti indebiti di Stato, da sostegno per quello che accade in momenti di emergenza è da cretini e quindi noi non ci stiamo". All'esito di questo lavoro è stata notificata una Procedura di Infrazione con la richiesta di recupero dei vantaggi fiscali concessi.

"È una manifestazione partecipata", ha commentato Pierluigi Biondi, sindaco dell'Aquila. C'è quella rabbia positiva che ha consentito anche in passato di rivendicare diritti negati. "Lotteremo fino alla fine con mezzi civici, politici e giuridici". La riunione Plenaria che si è tenuta a Roma, su invito del presidente Giuseppe Di Pangrazio, ha riconosciuto l'importanza del documento votato all'unanimità dal Consiglio regionale abruzzese, adottandolo come posizione dell'intera Conferenza.

"Siamo persone serie. Questa - ha affermato Giovanni Lolli, vice presidente della Regione - è una manifestazione per la legalità, non chiediamo condoni".

Insomma un attacco vero e proprio dovuto al fatto che in Abruzzo le condizioni sono ancora precarie e diverse persone non sono in grado di restituire alcun tipo di sostegno. Lo Stato rispetti le sue leggi. E una volta avviato l'iter dal commissario straordinario incaricato dal governo, circa 350 cartelle esattoriali con l'intimazione di pagamenti milionari entro 30 giorni sono arrivate ad aziende dell'Aquila che dopo il sisma del 2009 hanno goduto della sospensione del versamento delle tasse. Lo precisa un portavoce della Commissione Ue all'ANSA, ricordando che qualche settimana fa la stessa Bruxelles ha dato l'ok allo schema di aiuti da 44 milioni di euro per il 2018-2020 per i terremoti del 2016-2017.

Ue precisa: restituire solo compensazioni ingiustificate - Solo le compensazioni fiscali ingiustificate - ovvero quelle ricevute da imprese che non avevano attività economiche ma solo la sede legale sul territorio o che hanno ricevuto di più rispetto ai danni subiti - sono quelle che devono essere restituite.

Il caso risale a una decisione del 2015, quando la Commissione ha trovato che l'insieme delle misure italiane prese tra il 2002 e il 2011 per le agevolazioni fiscali alle imprese vittime delle catastrofi naturali "non erano ben mirate" in quanto "non richiedevano in alcun modo di dimostrare di aver subito danni".

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