Strade intitolate ad Almirante e Berlinguer

Remigio Civitarese
Aprile 17, 2018

"Superiamo le ideologie" predica il sindaco di Grosseto Antonio Vivarelli Colonna, di centrodestra. "A dimostrazione di ciò vediamo la nomina di una via a Enrico Berlinguer, esponente del Partito Comunista che nessun governo di sinistra della nostra città ha mai pensato di mettere in atto e soprattutto una via intitolata alla "pacificazione nazionale", pacificazione mai realmente esistita e soprattutto non voluta da parte dei movimenti di sinistra, che riconoscono da sempre un'unica parte vincitrice e legittimata a compiere ogni tipo di giustizia o vendetta". Il Consiglio comunale del capoluogo maremmano ha votato oggi, con i voti della maggioranza di centrodestra, astenuto il M5s, contrari Pd e lista Mascagni, una mozione ad hoc.

In particolare alcuni consiglieri dell'opposizione stamani in aula, in occasione del voto, hanno mostrato il bando della morte, del maggio del 1944, con la firma di Almirante, per chi era renitente alla leva. In piazza Duomo, davanti al Municipio, si è riunio un picchetto dell'Anpi Grosseto per protestare contro la proposta. L'associazione partigiani aveva parlato nei giorni scorsi di "chiara provocazione, tanto più insopportabile" a pochi giorni dal 25 aprile, quando "svolgeremo la consueta manifestazione in piazza senza l'intervento degli amministratori comunali". "Anpi, in quel modo, offenderà la carica che ricopro e, ancora più grave, la città tutta". Come se le due figure politiche fossero sullo stesso piano.

Il testo della mozione è stato presentato dal consigliere Bruno Ceccherini, che ha ricordato l'ex leader del Movimento Sociale come il primo sostenitore di "una moderna politica di pacificazione nazionale", Berlinguer come "punto di riferimento per la sua parte politica", e definendo questa scelta come "riconoscimento pubblico che questi politici hanno avuto nella costruzione della democrazia" invitando a "esaminare la storia senza filtri ideologici".

Il centrosinistra ha presentato ben sei emendamenti, chiedendo di inserire nel testo lunghi stralci di scritti a firma di Almirante, all'epoca in cui era direttore della rivista "Difesa della razza", tesseva le lodi delle leggi razziste e plaudeva all'espulsione degli ebrei dalle scuole. Poi la mozione è stata ripresentata in autunno dal consigliere vicino a Casa Pound Gino Tornusciolo che, dopo le elezioni del 4 marzo, è stato estromesso dalla maggioranza perché il sindaco si è detto lontano "da ideologie vetuste ed estremismi". Il dibattito, molto acceso, si è protratto per tre ore. "L'ideale sarebbe che le vie chiamate con i nomi dei due politici confluissero in uno spiazzo da intitolare alla pacificazione, lavoreremo per questo" spiega il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna, che ieri ha guidato il consiglio comunale nell'approvazione della mozione con i soli voti della maggioranza.

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