Si parte con la dichiarazione precompilata, possibile evitare i controlli formali

Cornelia Mascio
Aprile 19, 2018

Un errore informatico ha impedito all'agenzia del fisco di elaborare molte dichiarazioni dei redditi archiviate elettronicamente causando notevole imbarazzo, visto che anche gli alti funzionari governativi non hanno saputo spiegare cosa sia andato storto.

Sulla base di uno studio compiuto da FNC, mediante un'elaborazione dei dati raccolti dal Dipartimento delle Finanze relativamente alle dichiarazioni dei redditi presentate nel 2016 e nel 2017, emerge che sono oltre 7,73 i milioni di contribuenti italiani "incapienti", per i quali l'IRPEF dovuta si azzera per effetto delle detrazioni; di questi ultimi, più di 3,12 milioni non riescono a sfruttare in tutto o in parte le detrazioni per carichi di famiglia. A quattro anni dalla sua introduzione quest'anno la dichiarazione si presenta con maggiori informazioni che dovrebbero aiutare il contribuente nella sua predisposizione, anche se permangono diverse criticità su determinate informazioni che confluiscono nel modello. Per farlo, occorre dotarsi di pin e password con cui accedere all'area riservata sul sito dell'Agenzia delle Entrate.

Il sito di riferimento per scaricare il modulo è quello dell'Agenzia delle Entrate.

Per quanto riguarda la novità di quest'anno, il Fisco, a partire appunto dal 2018, ha iniziato a spiegare come vengono spese le imposte ricavate dai cittadini. Naturalmente i contribuenti possono rivolgersi a un Caf o a un commercialista.

C'è stato un vero e proprio boom di accessi nella prima giornata. Nell'attesa che l'identità digitale prenda il sopravvento - ad oggi ci sono solo due milioni di utenti - la modalità più utilizzata resta quella dell'utilizzo delle credenziali di Fisconline.

La crescita del 45% dei contatti sarebbe collegata anche alla novità rappresentata dalla rappresentazione grafica, personalizzata per ogni contribuente, dell'impiego fatto delle tasse pagate lo scorso anno.

Per ciò che concerne le Università la detrazione del 19% sugli affitti resta valida per tutti coloro che sono situati a più di 100 Km dalla facoltà ed è ridotto a 50 Km per i residenti in zone montane o disagiate.

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