Omicidio Vannini, l'ira della madre: "Non credo più nella giustizia"

Cornelia Mascio
Aprile 20, 2018

A parlare è Jenny Reyes, la mamma di Angela, "Nena" per chi la conosceva e le voleva bene, uccisa la sera di sabato nel suo appartamento di via Fillak, a Certosa, con una coltellata al petto.

L'innovazione progettuale consiste nella metodologia che si intende adottare, che è quella dell'affiancamento familiare. Una condanna non mi ridarà certo mio figlio, però sapere quello che è successo è per me fondamentale.

"Vorrei la massima pena per questa persona, non voglio che rimanga impunito".

Sono alcuni dei numeri più recenti dell'attività di SALVAMAMME, che in questi giorni ha festeggiato il ventennale dell'associazione.

Attendere un istante: stiamo caricando il video. E' quanto ha gridato Marina, la madre di Marco Vannini ucciso dal padre della fidanzata il 18 maggio del 2015 a Ladispoli, dopo la sentenza della prima Corte d'Assise che ha riconosciuto l'omicidio volontario solo per Antonio Ciontoli. "Ho sempre confidato nella giustizia, ma oggi capisco che la giustizia è dalla parte di chi uccide". "Abbiamo sporto denuncia, ma le violenze non si sono fermate". "Quell'uomo ha fatto sì che mio figlio morisse, Marco urlava come un disgraziato in quella casa... e gli dai solo 14 anni?".

Mamma Marina è tesa, sconvolta e agitata nonostante riconosca che il processo sia andato bene. Mancano poche ore e quando ci tieni alla cose c'è sempre un po' di paura che non vadano come dovrebbero andare.

E' difeso dagli avvocati Salvatore Verrillo e Luisa Aceto, è ritenuto il presunto responsabile delle 'attenzioni' che avrebbe riservato alla ragazza, ora maggiorenne, fin da quando lei aveva undici anni. "Alla madre Lucio le ha detto che tanto se anche io andassi in carcere ci starei poco visto che ho 60 anni per cui non cambia molto...".

Le indagini sull'omicidio di Angela, intanto, proseguono. L'intera comunità di Parete è sotto choc per la sua morte, sconvolto il marito della donna che ha fatto la tragica scoperta. La giovane si era accorta, rientrando a casa, che la cassaforte nascosta dentro un tombino della pavimentazione nella villetta in cui abita con i genitori, era stata svuotata di tutti i risparmi.

Dopo che Marco era stato colpito all'ascella destra, la famiglia Ciontoli è andata nel panico: ha chiamato l'ambulanza per poi disdirla, tentando di aiutare Marco come potevano, ma senza riuscirci.

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