Alfie Evans, Mariella Enoc: "Lo accoglieremo noi"

Rodiano Bonacci
Aprile 24, 2018

Ieri una settantaquattrenne ha messo tutto sottosopra.

La novarese Mariella Enoc (nella foto), presidente dell'ospedale "Bambin Gesù" di Roma, interviene sul caso di Alfie Evans. "L'ospedale sa che sono qui ma mi hanno detto che non mi vogliono ricevere", ha detto Enoc parlando a Tv2000. Papa Francesco, rivelava lei stessa in una intervista a Vatican News , dopo aver incontrato Thomas Evans a Santa Marta mercoledì scorso e ribaditol'appello in favore di Alfie durante l'udienza generale, le aveva telefonato per affidarle il compito di "fare il possibile e anche l'impossibile" per salvare la vita del bambino e magari riuscire a trasportarlo in Italia e ricoverarlo nel Bambino Gesù, com'era desiderio dei genitori, quantomeno per garantire un accompagnamento ad Alfie fino alla morte (destino inesorabile, secondo le diagnosi mediche) e un trattamento umano. Ma non cancella il fatto che il bambino resta anche cittadino britannico, ricoverato a Liverpool in un ospedale in territorio britannico e oggetto di sentenze emesse da corti britanniche, osservano diversi analisti locali. Vivo in una realtà in cui i casi come Alfie sono tantissimi e le mamme dell'ospedale mi hanno chiesto di fare qualcosa. La respirazione di Alfie Evans, sottolinea Il Messaggero, prosegue senza l'aiuto delle macchine: gli è stato somministrata l'acqua e una mascherina di ossigeno per aiutarno. Ecco il medico che raccoglie l'interezza di un bambino per riconsegnarla a chi lo ha messo al mondo. Enoc, che abbiamo raggiunto telefonicamente, stamattina è andata nell'ospedale per portare la sua solidarietà alla mamma e al papà di Alfie. Sono qui e sono a disposizione qualsiasi cosa mi chiedano. Ogni donna alla fine ha sempre una dimensione generativa che può essere esercitata verso tutte le persone: "anziani, adulti, sofferenti, non importa che siano bambini".

L'occasione di un incontro tra la presidente del Bambino Gesù e i vertici dell'Alder Hey Hospital è, tuttavia, presto sfumata e il protocollo che ha portato alla estubazione è stato deciso dopo un colloquio di circa mezz'ora tra l'équipe medica e gli Evans, dopo che la Corte Europea dei diritti dell'uomo, aveva rigettato stamane il ricorso di quest'ultimi definendo la richiesta "inammissibile". Davvero deve essere messa al centro la persona che soffre. "Dobbiamo educare a poter dire anche dei "no" a questo pensiero che appare dominante".

Laica, cioè cristiana, perché eliminata la cura cristiana delle esistenze così temporalmente segnate non resterà che il moralismo utilitarista di un nuovo regno fanatico di leggi e protocolli.

Altre relazioniGrafFiotech

Discuti questo articolo

Segui i nostri GIORNALE