Dream World Cup all'Italia: battuto il Cile in finale

Cornelia Mascio
Mag 18, 2018

Fino ad oggi l'Italia ha vinto tutte le partite, arrivando alla finale, ieri ha battuto nei quarti la Francia e oggi è in finale contro il Cile. La Dream World Cup è un evento internazionale che unisce l'aspetto sociale e quello sportivo: oltre 100 organizzazioni tra associazioni sportive, strutture sanitarie e federazioni dei vari Paesi partecipanti scendono in campo per favorire l'utilizzo del calcio come pratica di riabilitazione. Nel video, pubblicato su Instagram dall'attore Paolo Ruffini, i festeggiamenti in campo degli azzurri. A quarant'anni dalla Legge Basaglia un progetto, nato nel 2016, ha permesso a undici ragazzi di indossare la maglia azzurra ufficiale e disputare il primo Campionato del Mondo in Giappone, ottenendo il terzo posto.

Dopo il match con la Francia il tecnico della Nazionale, Enrico Zanchini, aveva dichiarato: "La semifinale era l'obiettivo minimo che ci eravamo dati e per questo non possiamo che essere contenti". Ma non è stato tutto così scontato perché Ungheria e Cile sono stati ossi duri. Nei quarti con la Francia hanno giocato tutti e questa credo che sia la mia vittoria più grande: è andato in gol anche Ruggero Della Spina, uno di quelli che fino a oggi aveva giocato pochissimo.

"La Nazionale italiana campione del mondo 2018 è l'unica a giocare un mondiale e a vincerlo".

Grande la soddisfazione espressa anche dal suo allenatore Umberto Battista che sui social ha voluto celebrare l'impresa: "Il sogno di ogni allenatore è che un giorno un proprio atleta vinca i Campionati del Mondo". Festeggiamo i 40 anni della legge Basaglia con una coppa davvero eccezionale, frutto di questa riforma lungimirante.

La Dream World Cup è alla seconda edizione e si è svolta al Pala Tiziano di Roma.

"Per i ragazzi è importante l'attività sportiva quotidiana, perché le persone con un disturbo psichiatrico hanno un rischio di una vita media del 20 per cento inferiore rispetto alle persone che non hanno disturbi psichici", il dottor Santo Rullo, "perché sono condannate dalla malattia e dagli psicofarmaci a una vita sedentaria e all'aumento del peso". La passione, il calcio e lo sport in generale aiutano sempre a guarire, perché non è importante il fisico ma la testa.

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