I vescovi cileni: "Perdono"

Remigio Civitarese
Mag 18, 2018

Con una clamorosa iniziativa tutti i vescovi del Cile si sono dimessi oggi dopo la fine dell'incontro con il Papa rimandando a lui la decisione se rinnovare o no la loro carica 18 maggio 2018 - agg. Una situazione incandescente come si può capire, che adesso culmina nelle dimissioni in massa: "Vogliamo comunicare che tutti noi vescovi presenti a Roma, per iscritto, abbiamo rimesso i nostri incarichi nelle mani del Santo Padre, affinché decida lui liberamente per ciascuno".

"Ci mettiamo in cammino", - proseguono i presuli - sapendo che questi giorni di dialogo onesto hanno rappresentato una pietra miliare di un profondo processo di cambiamento guidato da Papa Francesco. Ha poi invece dovuto fare marcia indietro chiedendo "perdono" e dichiarando "vergogna e dolore" per gli errori di valutazione commessi, davanti alle testimonianze indelebili di 64 testimoni.Il sacerdote accusato, Fernando Karadima, era molto stimato dalla Chiesa cilena e dall'alta borghesia del paese, con amicizie in alto loco in Vaticano. Ringraziamo le vittime per la loro perseveranza e il loro coraggio, nonostante le enormi difficoltà personali, spirituali, sociali e familiari che hanno dovuto affrontare, unite spesso all'incomprensione e agli attacchi della stessa comunità ecclesiale. "Ancora una volta imploriamo il loro perdono e il loro aiuto per continuare ad avanzare sul cammino della guarigione delle ferite, perché possano rimarginarsi". Con umiltà e speranza chiediamo a tutti di aiutarci a percorrere questa strada.

Prima di congedarli, Bergoglio ha consegnato una lettera ai 34 vescovi cileni.

"Vi ringrazio per la piena disponibilità che ciascuno di voi ha manifestato nell'aderire e collaborare a tutti quei cambiamenti e a quelle risoluzioni che dovremo implementare nel breve, medio e lungo termine, necessarie per ristabilire la giustizia e la comunione ecclesiale".

Papa Francesco ricorda di aver chiesto ad alcune delle vittime "perdono di cuore", scuse alle quali si e' unito in questi giorni anche l'episcopato cileno "con la ferma intenzione di riparare i danni causati". "Dopo questi giorni di preghiera e riflessione - ha concluso il Papa - vi invio a costruire una Chiesa profetica, che sa porre al centro ciò che è importante: il servizio al suo Signore nell'affamato, nel prigioniero, nel migrante e nell'abusato".

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