Dieta mediterranea addio, i bambini del sud Europa sono i più obesi

Modesto Morganelli
Mag 26, 2018

Sarà la Dieta mediterranea la protagonista di "Caprii", (Children alimentary personalized research Italy Israel), primo studio pilota internazionale condotto dal Dipartimento di Scienze mediche traslazionali dell'Università di Napoli Federico II, insieme con lo Schenider children's medical center e con il Weizmann Institute of Science di Israele. E considerando che le origini della malattia degli adulti sono legate ai modelli alimentari stabiliti durante l'infanzia, i risultati di questo studio saranno ancor più rilevanti.

La prova della morte della dieta Mediterranea arriva dal report della Childhood Obesity Surveillance initiative dell' Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms): in Grecia, Spagna e Italia oltre il 40% dei bimbi di 9 anni è obeso o in sovrappeso, percentuale che a Cipro arriva al 43%. In Italia i 50 bambini saranno selezionati da cinque pediatri della Asl Napoli 3 Sud, inseriti nel registro Aifa, come pediatri sperimentatori, e successivamente indirizzati al centro del Dipartimento assistenziale materno infantile dell'azienda ospedaliera universitaria Federico II. Attraverso un monitoraggio costante e non invasivo della glicemia, insieme con la raccolta dei campioni per valutare la composizione del microbiota intestinale e a minime indagini di laboratorio, si potra' scoprire la risposta individuale di ogni bambino agli alimenti.

A sancirne la sua importanza contribuisce anche l'Unesco, con l'iscrizione della Dieta Mediterranea all'interno del Patrimonio Immateriale dell'Umanità. Non c'è più. E i più vicini alla dieta mediterranea sono i bambini svedesi.

L'analisi scientifica parte dall'intuizione di due ricercatori del Weizmann Institute of Science di Israele, Eran Elinav ed Eran Segal, che sono riusciti a monitorare gli effetti degli alimenti sull'organismo attraverso la raccolta di parametri individuali quali il profilo glicemico, gli indici nutrizionali, il microbiota intestinale e il tipo di attività fisica e, tramite, un algoritmo, a formulare una dieta personalizzata.

A portare avanti la dieta mediterranea è paradossalmente un Paese nordico come la Svezia, che ha il tasso più basso di obesità e in cui si fa molto uso di frutta, verdura e pesce, a differenza dei paesi mediterranei dove si esagera con bevande zuccherate e dolci. I benefici derivanti da questo tipo di dieta sono stati messi in evidenza da una messe notevole di studi in questi ultimi anni, in particolare stando a una ricerca condotta presso la News York University, che è stata presentata in occasione del meeting della American Thoracic Society, è risultato che tale tipo di alimentazione è in grado di limitare anche gli effetti negativi dell'inquinamento sulla salute. L'elemento ancora più importante è che questi algoritmi possono essere utilizzati per prevenire, con le diete personalizzate, la diffusione di malattie come l'obesità e il diabete. Oggi è possibile sviluppare algoritmi capaci di predire la risposta personale ad alimenti specifici, persino prima che vengano consumati. La dieta mediterranea è nota in tutto il mondo come il regime alimentare più salutare. "L'elevata prevalenza di obesità infantile - ha concluso - e la coesistenza di complicanze fisiche e psicosociali rendono la prevenzione dell'obesità un obiettivo sanitario e sociale prioritario".

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