Nessun accordo, Conte ha rimesso l'incarico

Cornelia Mascio
Mag 28, 2018

Troppi erano i rischi per i soldi degli italiani, troppe le incertezza che si stavano concentrando sulla figura di Savona e troppi gli attacchi sulla figura e il ruolo del presidente della Repubblica. "Speriamo che arrivi il prima possibile", ha detto il presidente della Camera, Roberto Fico, arrivando al Salone del Libro di Napoli. E invece oggi ci hanno portato non un irrigidimento ma addirittura un muro. E ancora: "Non perdiamo la testa, sicuramente ci leghiamo al dito il fatto che qualcuno ha impedito di riprendersi parte del proprio Paese, ma ci hanno fermato questa volta, non ce la fanno la prossima, vi do la mia parola d'onore".

La retorica 'salviniana' preannuncia la nuova campagna elettorale?

Ormai l'economista, per Matteo Salvini, sembra essere diventato la pedina di un gioco più ampio. Più o meno sullo stesso tono le dichiarazioni di Luigi Di Maio nel corso di un comizio a Terni, della serie "ora o mai più". Un endorsement di peso per Salvini, recapitato con tanto di ceralacca direttamente dalla 'odiatà Bruxelles, da appuntarsi al petto come una medaglia. Come anticipato da Repubblica in edicola, l'ipotesi principale riguarda lo spacchettamento del ministro dell'Economia: da una parte le Finanze, dall'altra il Bilancio.

Ciliegina sulla torta, la ritrovata verve di Giorgia Meloni in difesa dell'ex o quasi alleato [VIDEO], dopo averlo chiamato 'traditore'. Matteo Salvini e Luigi Di Maio durante il vertice a Montecitorio con Conte hanno tenuto il punto, nessun arretramento e nessun piano B: in via XX Settembre l'uomo giusto è Paolo Savona. La verità sulla spesa pubblica italiana e su come si può tagliare (2015) e Il macigno. In particolare il M5s e Fratelli d'Italia, manca solo la Lega, già invocano l'impeachement: una decisione senza precedenti.

"Sarebbe stato più comodo - ha concluso il leader della Lega - portarci a casa, 3/4/5/6/7 ministri e da domani sfregarsi le mani e fare qualcosina da ministro". "La Lega sull'impeachment non può tirarsi indietro", dice Di Maio sfidando Salvini che ancora tentenna e per provare ad essere un passo avanti rispetto al segretario leghista. "(.) Penso che Mattarella abbia fatto una cosa che va molto oltre le sue prerogative". Non rappresentano 'pentimenti da tarda età', ma sono state enunciate a chiare lettere dal diretto interessato già nel 1992 quando si era dichiarato contrario ai parametri del trattato di Maastricht ed aveva espresso la propria contrarietà nell'ingresso del Belpaese nell'euro. Mario Esposito, docente di diritto costituzionale alla Luiss Guido Carli, mette in evidenza tutti i punti critici di una posizione - quella di Mattarella - che divide e fa discutere. Ma, dopo l'incontro al Quirinale, l'impressione è che la situazione si potesse sbloccare a favore di Savona all'Economia, magari con una sorta di supervisione di Conte che garantisca sulla collocazione europea dell'Italia.

No a Savona, Salvini si infuria: salta tutto?

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