Bambini intossicati a Pescara, i casi salgono a 180

Modesto Morganelli
Giugno 8, 2018

In un primo momento si era pensato a Salmonella.

Pescara, 180 i bimbi intossicati. Anche per le persone che sono andate in strutture sanitarie diverse dal nosocomio pescarese e' stato seguito il protocollo terapeutico messo a punto dall'azienda sanitaria di Pescara, che ha gestito l'emergenza.

Individuato il batterio responsabile, a Pescara, della massiccia infezione alimentare che ha intossicato oltre 130 persone, 126 delle quali bambini di scuole di infanzia e primaria.

La Procura di Pescara ha iniziato ad indagare sul fatto che ha colpito per una presunta tossinfezione alimentare dei minori. Il batterio è stato individuato con le analisi di laboratorio eseguite sui campioni prelevati sui primi bambini arrivati in ospedale venerdì scorso. "Il batterio che trova diffusione attraverso alimenti, per sua natura è autolimitante e cioè soggetto ad auto estinzione ed è sensibile ad antibiotici a largo spettro e ad eritromicine e macrolidi", spiegano dalla Asl. Sulla vicenda c'è il massimo riserbo, ma è trapelato che alcuni dipendenti delle società che gestiscono il servizio di refezione scolastica a Pescara, dopo che il caso è venuto fuori hanno raggiunto il laboratorio dell'ospedale per sottoporsi, su base volontaria, ad analisi e coprocoltura. Per questo, Asl e carabinieri hanno ispezionato il centro cottura che serve le mense delle scuole del capoluogo adriatico, sequestrando cibi e campioni. Il sospetto agente eziologico si consolida in una più che ragionevole ipotesi che il patogeno sia rappresentato dal Campylobacter Jejuni, responsabile di gastroenteriti molto diffuse soprattutto nei paesi del Nord Europa e nei paesi dell'Est. I piccoli sono stati già trattati con terapie adatte al batterio individuato e rispondo bene alle cure.

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