Incontro Trump-Kim, Rampini: 'Presidente Usa vuole vertice lampo e già canta vittoria'

Remigio Civitarese
Giugno 13, 2018

Desideroso di mostrarsi al mondo come uno statista e un leader mondiale - ovvero, per quello che non è mai stato e che presumibilmente mai sarà, perché evidentemente ignora il vero significato d'entrambi i termini - Donald Trump ha regalato al "piccolo uomo-razzo" quel che suo nonno Kim Il-sung (il divinizzato fondatore della dinastia) e suo padre Kim Jong-il, avevano soltanto potuto sognare: una piena legittimazione internazionale nel contesto d'un fantasmagorico incontro "alla pari", consumato nel rutilante cono di luce dei riflettori del mondo intero.

"Non dormo da 25 ore, ma era più importante negoziare.", ha anche detto il presidente. Kim Jong-un potrebbe essere affiancato da alcune figure chiave nei negoziati degli ultimi mesi: innanzitutto, la sorella del dittatore, Kim Yo Jong, la cui partecipazione alle Olimpiadi Invernali di PyeongChang su invito del presidente sud-coreano Moon Jae-in, spianò la strada alle riprese dei colloqui intercoreani.

Cosa dice il documento firmato da Trump e Kim Jong-un? Sono segnali rivelati da consulenti, legali ed esperti di Corea, una squadra ristretta ma che già esiste. Ma è quasi inimmaginabile che Pyongyang accetti di far uscire dal paese le sue armi o che il resto del mondo si convinca che le ha consegnate tutte. Il presidente Usa, cravatta rossa d'ordinanza, e il leader nordcoreano, al solito completamente in nero, si sono incontrati sul patio del Capella Hotel, sull'isola di Sentosa. Trump ha anche appoggiato la sua mano sinistra sul braccio destro di Kim. Poi, il siparietto. Il tycoon ha mostrato al leader 'the beast', la macchina presidenziale del presidente americano. Poi di due leader si sono concessi una breve passeggiata: "Abbiamo fatto un sacco di progressi, l'incontro e' andato meglio di quanto chiunque potesse aspettarsi", ha detto Trump. I due leader sono usciti dalle loro limousine, prima Kim e poi Trump, visibilmente tesi in vista di un vertice che non appariva facile. "È un insulto", ha detto Trudeau, ricordando che il suo paese e gli Stati Uniti sono partner, alleati, amici, insomma non certo un pericolo per la sicurezza della nazione americana: e ha annunciato che davanti alla mossa trumpiana il Canada non subirà in silenzio.

Prima dell'inizio dell'incontro il presidente americano Trump ha dichiarato che il vertice sarebbe stato "un incredibile successo". Lo spazio aereo è stato completamente chiuso durante il meeting. È l'ultima ridotta di quanti hanno lavorato al fallimento del vertice: le vorrebbero mantenere anche a fronte di serie concessioni da parte di Pyongyang. "Il passato ci ha fatto da palla al piede, i vecchi pregiudizi e le vecchie pratiche hanno fatto da ostacolo per il nostro cammino", ha affermato Kim attraverso un interprete. Al di là dei dettagli, val la pena riportare che all'atto dell'accordo i due leader hanno espresso la volontà "di attuare le disposizioni contenute nella presente dichiarazione congiunta in modo completo e rapido".

A scatenare Trump, sono state le parole di Trudeau che aveva definito "un insulto" la decisione di Washington di invocare la sicurezza nazionale per giustificare i dazi sulle importazioni di acciaio e alluminio. E' la dura accusa lanciata dal ministro degli Esteri tedesco, Heiko Maas, all'indomani della conclusione del summit in Canada, finito nel caos dopo la decisione dell'inquilino della Casa Bianca di ritirarsi dal documento finale.

Altre relazioniGrafFiotech

Discuti questo articolo

Segui i nostri GIORNALE