Aquarius, Salvini: "I francesi chiedano scusa e siamo pari e patta"

Remigio Civitarese
Giugno 14, 2018

Lo sconto con i transalpini è durissimo.

L'irritazione a palazzo Chigi è tale che si arriva anche a valutare la possibilità di far saltare la visita del premier Giuseppe Conte a Parigi venerdì prossimo. Del resto Roma era stata chiara: senza le scuse francesi, l'incontro sarebbe saltato.

Il presidente Emmanuel Macron ha ulteriormente alzato l'asticella, lasciando i migranti sullo sfondo, e facendo diventare lo scontro tutto politico: "democratici" contro "populisti". Per questo Macron attacca Salvini, ma assicura di voler lavorare con l'Italia "mano nella mano". La risposta di Macron non si è fatta attendere.

Nel partito di Berlusconi la più infuriata è la parlamentare europea Alessandra Mussolini, che twitta a ripetizione ricordando senza mezzi termini alla Francia le sue incoerenze e rivolgendo direttamente in francese un appello a Marine Le Pen: "Aspettiamo le parole di @MLP_officiel contro #Macron per la provocazione contro l'Italia". Se gli do ragione, aiuto la democrazia? "Non lo dimentichiamo perché anche noi abbiamo a che fare con gli stessi.". "Il Ministro degli affari esteri - rende noto la Farnesina - ha comunicato che il Governo italiano considera inaccettabili le parole usate nelle dichiarazioni pubbliche rese nella giornata di ieri a Parigi, anche a livello governativo, sulla vicenda della nave Aquarius".

Caro Bsev, "Tra i francesi che s'incazzano" cantava Paolo Conte, ma avessero almeno motivi validi per innervosirsi i cugini d'Oltralpe; proprio loro che hanno scatenato la guerra in Libia, creando una vera e propria bomba di migranti.

Le tensioni tra Roma e Parigi sono sorte negli ultimi giorni in relazione alla nave di migranti Aquarius, alla quale il ministro dell'Interno Matteo Salvini ha negato l'attracco nei porti italiani, attirandosi così le critiche della Francia, il cui presidente Macron ha parlato di "cinismo e irresponsabilità". "Il silenzio della Francia su questo tema è una vergogna", ha dichiarato furiosa, "e l'unica cosa che ci rispondono è che. risponderà il governo in aula". Per quanto riguarda la telefonata della notte: "Aspettiamo la decisione del presidente Conte, ma io lo reputo un primo segnale di disgelo". In dubbio anche quello di venerdì del presidente Conte all'Eliseo.

"Se i francesi avranno l'umiltà di chiedere scusa, pari e patta, amici come prima e si lavora in tutte le sedi". Ma le scuse, fino a questa sera, non sono arrivate.

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