Milan, è pronto un nuovo socio. Con la regia di Jorge Mendes

Paola Ditto
Giugno 14, 2018

Il nome non è ancora trapelato, ma la giornata di venerdì potrebbe essere quella decisiva. Il nome, per adesso, top secret. Innanzitutto in ottica Elliott, il fondo anglo-americano che vanta complessivamente nei confronti del Milan e del suo proprietario 303 milioni di credito (interessi esclusi) e che in tutto questo tempo è rimasto con discrezione alla finestra, in attesa di capire se Li Yonghong avrebbe rispettato tutte le scadenze finanziarie. I dubbi da parte della federazione europea erano legati alla continuità aziendale del Milan proprio per via del debito con il fondo americano: l'ingresso di un nuovo socio potrebbe portare il denaro necessario per liquidare Elliott ed eliminare questo tipo di obiezione. Il misterioso uomo d'affari cinese Yonghong Li è costretto a far spazio a un nuovo socio. Intanto martedì prossimo Fassone sarà ascoltato a Nyon dalla Camera giudicante della Uefa, che di lì a breve emetterà il verdetto. Nel caso però fosse sentenziata dai giudici della Uefa l'esclusione dall'Europa League e il Milan, come sembra probabile, ricorresse al Tas di Losanna con esito positivo solo ai primi giorni di luglio quando il club rossonero tornerà alla Uefa per subire la sanzione pecuniaria o riguardante il mercato, solo allora, dicevamo, potrebbe essere presentato il nuovo socio che potrebbe aiutare il Milan a subire una punizione magari meno severa.

Atteso tra poche ore dal cda di "Casa Milan" e reduce dallo "start up" del primo progetto cinese di "Milan China", il proprietario del club rossonero avrebbe mosso passi importanti nelle ultime ore. Sono in arrivo - come anticipato - i 32 milioni che ancora mancano per completare la seconda tranche da 60 di aumento di capitale.

L'ingresso del nuovo socio verrà portato anche davanti al "processo" che l'Uefa aprirà il prossimo 19 giugno contro il Milan, non solo per le violazioni al fair play finanziario nei tre anni precedenti all'ingresso della proprietà cinese, ma anche per la mancanza di certezze sulla solidità patrimoniale di mister Li.

A beneficiarne, oltre alle casse del club, sarebbe anche l'immagine del Milan a livello internazionale.

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