Rinnovabili, accordo Ue su obiettivo 32% entro 2030

Cornelia Mascio
Giugno 17, 2018

Si alza l'asticella delle rinnovabili: entro il 2030 dovranno coprire il 32% dei consumi energetici a livello Ue.

L'accordo fissa il target di rinnovabili nei trasporti al 14%, e al 3,5% quello per i biofuel avanzati (cioè da residui e non da colture alimentari) e introduce criteri di sostenibilità per l'impiego delle biomasse forestali. L'obiettivo prevede anche una clausola di revisione al rialzo nel 2023. Entrambi i Paesi si sono schierati per il 35% (proposta del Parlamento) insieme a Svezia, Lussemburgo, Lituania, Portogallo; la Germania invece era rimasta ferma al 30% e la Francia al 32%. È la prima volta che si riconosce esplicitamente un ruolo a cittadini e comunità nell'adozione delle rinnovabili. Finalmente i cittadini europei potranno diventare produttori di energia e questo cambierà il modello produttivo energetico. "L'obiettivo di crescita delle rinnovabili fissato al 32 per cento è però troppo basso - aggiunge Mang - e permette alle grandi compagnie energetiche di restare ancorate ai combustibili fossili o a tecnologie rivelatesi false soluzioni". La direttiva contiene anche novità per i sistemi di incentivi nazionali, come il divieto di modifiche retroattive ai regimi di sostegno (come accaduto in Italia e nel Regno Unito in particolare) che incidono negativamente sui diritti conferiti e sulla sostenibilità economica di progetti già approvati.

Il commissario responsabile per l'azione per il clima e l'energia Miguel Arias Cañete, ha commentato che questo accordo riuscirà a sbloccare il vero potenziale della transizione dell'Europa verso l'energia pulita, creando nuovi posti di lavoro, bollette più basse per i consumatori e minori importazioni di energia.

Samsung ha deciso di impegnarsi, entro il 2020, per utilizzare il 100% di fonti di energia rinnovabili in tutte le sue sedi, anche se questo progetto inizialmente coinvolgerà solo gli Stati Uniti d'America, l'Europa e la Cina.

Per quanto riguarda il settore del riscaldamento/raffreddamento l'accordo provvisorio prevede un sotto-obiettivo di un aumento annuo indicativo dell'1,3% delle energie rinnovabili negli impianti di riscaldamento e raffreddamento, calcolato su un periodo di 5 anni a partire dal 2021. Invito ora il Parlamento europeo e il Consiglio a proseguire i negoziati con lo stesso impegno e a completare il resto delle proposte del pacchetto "Energia pulita per tutti gli europei". Bruxelles vorrebbe presentare il pacchetto completo entro la fine di quest'anno.

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