Salute, 200 farmaci d’uso comune nella black list: ecco perché

Modesto Morganelli
Giugno 17, 2018

La ricerca, pubblicata sulla rivista JAMA (Journal of the American Medical Association), ha preso in considerazione oltre 26 mila soggetti. È stato altresì evidenziato che il tasso di crisi depressive, cui l'adozione di questi medicinali ha contribuito, ha subito un incremento del 3%, dagli anni 2005-06 al 2013-14 (nello stesso intervallo temporale, la percentuale di impiego di antiacidi, per quel che riguarda l'incisione sull'insorgenza della depressione, è salita dal 5 al 10%).

"Che cosa è più pericoloso?"

Parliamo di effetti collaterali farmaci potenzialmente dannosi, e nei cui confronti tantissimi pazienti finora non nutrivano il ben che minimo sospetto. Anche perché molti di questi farmaci sono disponibili come medicinali OTC.

Un nuovo studio condotto dall'Università dell'Illinois a Chicago (UIC) rivela che più di un terzo degli adulti (in questo caso statunitensi) potrebbe usare farmaci con prescrizione che possono causare depressione o aumentare il rischio di suicidio, tutto questo perché tali farmaci sono comuni e spesso non hanno nulla a che fare con la depressione, i pazienti e gli operatori sanitari possono non essere a conoscenza del rischio. "Stiamo assistendo a questi enormi aumenti drammatici nel suicidio, quindi uno studio come questo è benvenuto", ha dichiarato Larry Manring, direttore esecutivo del Center for Hope. Infatti, il 15% degli adulti che ne ha assunti due o tre (o più) insieme ha sperimentato serie forme depressive, una misura tre volte superiore rispetto a chi non usa farmaci di questo genere. "Le persone non solo usano sempre di più questi farmaci da soli, ma li usano sempre più contemporaneamente, e pochissimi di questi farmaci presentano etichette di avvertimento, quindi finché non avremo soluzioni pubbliche o di sistema, lasceremo ai pazienti e agli operatori sanitari la consapevolezza del rischio", spiega Qato. I farmaci che riportavano sul bugiardino il rischio di suicidio aveva provocato un aumento dal 17% al 24%. Tra questi 200 composti ritroviamo le compresse anticoncezionali, le pillole per tenere a bada l'ipertensione o le disfunzioni cardiologiche, gli inibitori di pompa protonica, alcuni antidolorifici e gli antiacidi. I farmaci in questione, se assunti con frequenza, hanno la capacità di modificare proprietà dell'organismo umano arrecandone effetti, in alcuni casi, decisamente pericoli.

"La gente - afferma la professoressa Dima Qato, dell'UIC College of Pharmacy - non solo assume sempre più questi farmaci, ma li prende spesso in associazione". Una patologia veramente difficile da affrontare e che al momento non ha ancora una cura precisa e che potrebbe essere causata da un semplice farmaco. "Saranno certo necessari ulteriori studi mirati per arrivare ad aggiornare i software sulla safety dei farmaci così da riconoscere la depressione come uno dei possibili rischi delle interazioni farmacologiche".

"Considerando la depressione come una delle principali cause di disabilità e l'aumento dei tassi di suicidio nazionale, dobbiamo pensare in modo innovativo alla depressione come problema di salute pubblica, e questo studio dimostra che i modelli di utilizzo dei farmaci dovrebbero essere considerati nelle strategie che cercano di eliminare, ridurre o minimizzare l'impatto della depressione nella nostra vita quotidiana", ha detto il dott.

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