Di Maio, confronto sui rider ma non accetto ricatti

Cornelia Mascio
Giugno 18, 2018

"Se fossero vere le anticipazioni del decreto dignità che il ministro Di Maio ha fornito alle delegazioni di rider incontrate, dovrei concludere che il nuovo governo ha un solo obiettivo: fare in modo che le piattaforme digitali lascino l'Italia".

Cocco ha anche spiegato che oggi Foodora ha circa 40 dipendenti e più o meno mille collaboratori con un contratto co.co.co, che lavorano al massimo "due-tre ore nella fase del pranzo e circa quattro al tempo della cena", e che la maggior parte di loro è soddisfatta della flessibilità che il contratto gli consente.

Il testo del provvedimento, nelle prime bozze, non fa riferimento ai soli ciclofattorini che consegnano i pasti ma a tutto il lavoro svolto "tramite piattaforme digitali, applicazioni e algoritmi", stimati di recente da una ricerca della Fondazione Rodolfo Debenedetti tra 700mila e 1 milione di addetti - che vanno dai servizi di clouding, come l'elaborazione dati, ai più tradizionali come l'offerta di babysitting o di pulizie magari a chi affitta casa su Airbnb.

"Ho tutta la volontà di favorire la crescita di nuove attività legate alla gig economy e nessuno vuole demonizzarle". Ma "ho il dovere di tutelare" i riders che "oggi sono il simbolo di una generazione abbandonata dallo Stato". In busta paga gli entrano 3,60 euro, il resto è contribuzione Inps e Inail. Ma che tipo di lavoro possono offrire queste aziende? "La mia intenzione è garantire da un lato le condizioni migliori per i lavoratori, dall'altro consentire alle aziende di operare con profitto per creare nuovo lavoro".

Da qui la risposta di Di Maio che dice di voler "dichiarare guerra al precariato". Lo stato continuo di precarietà e incertezza dei giovani italiani sta disgregando la nostra società. Il 50% sono studenti, il 25% lo esercita come secondo lavoro e un altro 10% lo considera un'attività di transizione. Sta facendo impennare il consumo di psicofarmaci. Il ministro dello Sviluppo e del Lavoro, Luigi Di Maio, ha proposto infatti di avviare un dialogo tra le parti per trovare un punto di incontro. "La durata media del lavoro di rider è di 4 mesi, non di più". Il dirigente di Foodora, una dei big del settore del food delivery finito nel mirino del ministro del Lavoro, prefigura uno scenario di fuga dal Paese con il piano ipotizzato da Di Maio per aumentare i diritti dei rider: "Quella che filtra - ha detto al Corriere - è una demonizzazione della tecnologia che ha dell'incredibile, quasi medievale e in contraddizione con lo spirito modernista del Movimento 5 Stelle".

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