Oms: "La transessualità non è più nella lista delle malattie mentali"

Modesto Morganelli
Giugno 19, 2018

Un momento storico, quello del 17 maggio 1990, che ha aperto la strada a un lungo percorso (ancora incompiuto) di conquiste nel campo dei diritti della persona.

Roma - Le preoccupazioni dei genitori che vedono i figli sempre attaccati alla console trovano ora una conferma scientifica: l'Oms ha inserito il "game disorder" nella parte riguardante le malattie mentali dell'ultima revisione della "International classification of Diseases (Icd)", l'elenco che contiene le oltre 55mila malattie riconosciute, usato per le diagnosi dai medici di tutto il mondo.

Tra le altre novità dell'Icd-11, questo il nome dell'aggiornamento, che per la prima volta è stato pubblicato in formato elettronico per raggiungere la platea più vasta possibile, c'è lo spostamento della cosiddetta "incongruenza di genere", in cui il sesso biologico è diverso dal genere percepito, dalle malattie mentali a quelle sessuali.

"Ormai è chiaro che la transessualità non è una malattia mentale e classificarla come tale può causare una enorme stigmatizzazione per le persone transgender", spiega l'Oms. La transessualità, spiega Lale Lay, coordinatrice del team che gestisce le problematiche di adolescenti e popolazioni a rischio, è stata collocata "in un capitolo di nuova creazione, per dare spazio a condizioni collegate alla salute sessuale e che non necessariamente hanno a che fare con altre situazioni codificate nell'Icd".

Il cambiamento, secondo l'Oms, potrebbe "portare ad una migliore accettazione sociale degli individui" e, di conseguenza, "migliorare l'accesso alle cure perché riduce la disapprovazione sociale". È quanto afferma l'attivista Lgbt Vladimir Luxuria che aggiunge: "sono sicura che ben presto entrerà la transfobia nell'elenco delle malattie mentali bisognose di cura".

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