Stop alla busta paga in contanti dal primo luglio

Cornelia Mascio
Giugno 19, 2018

La norma ha lo scopo di "prevenire gli abusi" ed evitare le "truffe" delle false buste paga, ed entra in vigore proprio in un periodo in cui si torna a discutere dell'opportunità o meno di porre limiti all'uso dei contanti. Un'idea che sembra dividere anche il nostro governo, con il Movimento 5 Stelle molto più vicino a posizioni che favoriscano la trasparenza e la tracciabilità dei pagamenti.

Da luglio stop alle buste paga in contanti, con alcune eccezioni
Lavoro, da luglio addio alle buste paga in contanti: sanzioni fino a 5mila euro

Lavoro, stop buste paga in contanti dal 1° luglio. In caso contrario, si rischiano sanzioni che vanno da 1.000 a 5mila euro (e possono ridursi di un terzo pagando entro 60 giorni). E vale non per i soli lavoratori subordinati, ma anche per i co.co.co e per tutte le forme di contratto delle cooperative con i soci. Dal primo luglio cambiano le regole e per i datori di lavoro scatta l'obbligo della tracciabilità dello stipendio previsto dall'ultima legge di Bilancio, fatti salvi i rapporti di lavoro con la P.a., i lavoratori domestici come colf, baby sitter o badanti e i compensi per gli stage. Sul punto, inoltre, è bene sapere che la firma del lavoratore sulla busta paga non costituisce necessariamente prova dell'avvenuto pagamento.

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