Il Consiglio Superiore di Sanità boccia la vendita della "cannabis light"

Modesto Morganelli
Giugno 22, 2018

E ora, il ministro della Salute - che per uno scherzo del destino ha lo stesso cognome del fondatore del Movimento - seguirà i consigli dei medici e degli scienziati che stanno provando a vietare l'utilizzo della cannabis light (tra l'altro bloccando un giro d'affari da - stime del 2017 - 44 milioni l'anno e da 1000 posti di lavoro) oppure si riguarderà il filmino del fondatore del Movimento e deciderà di rispolverare il suo attivismo?

Duro colpo per coloro che hanno aperto un grow shop e hanno deciso di vendere cannabis light. Un fulmine a ciel sereno, ora che la vendita e la diffusione della cannabis light stanno spopolando.

Il parere - comunicato su richiesta del Ministero della Salute - potrebbe portare allo stop delle vendite della cosiddetta cannabis legale con la chiusura dei grow shop che in questi mesi si sono diffusi sul territorio nazionale. In un parere richiesto a febbraio dal segretariato generale del ministero della Salute, l'organo consultivo raccomanda "che siano attivate, nell'interesse della salute individuale e pubblica e in applicazione del principio di precauzione, misure atte a non consentire la libera vendita dei suddetti prodotti".

Secondo il CSS non è sufficiente che la Marijuana sia "light" per escludere qualsiasi rischio sulla salute di chi la consuma; per le caratteristiche farmacocinetiche e chimico-fisiche, infatti, anche la minima concentrazione di Delta-9-tetraidrocannabinolo (TCH) potrebbe arrecare danni all'organismo.

Solitamente il Consiglio "esprime dei pareri al ministro della Salute" e questi pareri, aggiunge la presidente all'Adnkronos Salute, "sostanzialmente fanno parte di un dossier più ampio che può dar luogo a una discussione in sede politica e anche a ripercussioni legislative". Prima di allora, quindi bisogna evitare l'assunzione, poiché non è stato accertato che questa sia "sicura e priva di effetti collaterali" come si crede. Ma cosa significa questo parere? Nel frattempo, riporta Repubblica, il ministero della Salute ha chiesto anche il parere dell'Avvocatura di stato. Una pianta antichissima. Il più antico manufatto umano ritrovato è una pezza di canapa che risale all'8.000 A.C. La storia della canapa come fonte di fibre, per tessuti, per cordami, per carta (il primo foglio di carta di cui si ha traccia è fatto di canapa e risale a circa 500 anni A.C.) e per uso alimentare (i semi di canapa sono particolarmente ricchi di acidi grassi polinsaturi e di proteine nobili, e se ne viene estratto l'olio il residuo proteico costituisce un ottimo mangime), si intreccia con la storia della cannabis - e della marijuana - come prodotto psicoattivo.

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