Arcangelo Gabriele su una maiolica, la prima pittura di Leonardo

Brunilde Fioravanti
Giugno 24, 2018

Secondo il professor Solari si riconoscono anche i segni che apparterranno al Leonardo maturo, nei riccioli e nel tratto mancino della mandibola e del collo. E' l'Arcangelo Gabriele, realizzato su una quadrella, piastrella in terracotta invetriata prodotta verosimilmente da un giovanissimo Leonardo poco più che 18enne nella fornace del nonno a Bacchereto. A sostenere la scoperta, mostrando alla Stampa estera la piccola maiolica intitolata "L'arcangelo Gabriele, pittura d'Eterna vernice" (20 per 20 centimetri), sono lo studioso leonardesco Ernesto Solari e la consulente grafologa Ivana Rosa Bonfantino, gia' professore di grafologia comparata all'Universita' Lumsa di Roma.

"Io, Leonardo da Vinci, nato nel 1452, mi sono rappresentato quale Arcangelo Gabriele nel 1471". "Nel 1471 - prosegue lo studioso - l'Arcangelo Gabriele era un vera star", anche per l'apparizione concessa al Beato Amadeo da Silva. "Bellissima gia' solo a guardarla", dice Solari, la piastrella "e' stata analizzata da tre laboratori diversi". Lo stile, inoltre, sempre a giudicare dalle immagini diffuse in rete, appare lontanissimo dalla sensibilità leonardesca (prendendo per buona la datazione al 1471, è necessario considerare che di lì a brevissimo Leonardo avrebbe collaborato col Verrocchio al Battesimo di Cristo, conservato agli Uffizi, opera di qualità infinitamente superiore) e, qualora si trattasse di un'opera del tempo, sarebbe realizzazione di un autore decisamente attardato e non certo del genio vinciano. Tesi per altro confermata anche dalla provenienza dall'argilla utilizzata che, povera di quarzo, arrivava sicuramente da Baccherato-Montelupo. E, considerando l'età ancora giovanissima di Leonardo, non ci sarebbe affatto da escludere che abbia optato per un tema molto sfruttato in quegli anni, ideale per farsi un nome. Secondo un documento d'archivio "non più disponibile ma di cui si ha conoscenza", il quadretto sarebbe stato donato alla famiglia da Giovanna di Aragona, nel 1499, "per servigi resi". Il retro della maiolica, con 6 tasselli moltiplicati per 6, rimanderebbe alla quadratura del cerchio e al tema della ricerca della perfezione. Prima di questo passaggio di proprietà, gli scienziati ipotizzano che l'opera sia stata regalata alla sovrana direttamente da Leonardo, oppure che sia entrata in possesso della famiglia reale attraverso gli Sforza a seguito del matrimonio con Isabella d'Aragona, di cui Giovanna era nipote.

Una copia della maiolica sarà esposta dal 22 giugno al Museo Leonardo Da Vinci Experience di Roma, proprio accanto a una macchina per fare quadrelle realizzata e progettata dallo stesso Leonardo. Noi oggi apriamo il dibattito, ma ci sentiamo forti perché abbiamo a sostegno tutti gli esami e le dimostrazioni scientifiche, pronti a mostrarle a tutti.

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