Ungheria chiude ai migranti, lo stop in Costituzione

Remigio Civitarese
Giugno 24, 2018

Budapest, 20 giu. (askanews) - Il parlamento ungherese ha adottato un pacchetto di leggi battezzato "Stop-Soros", che rende passibile di procedimenti penali l'aiuto ai migranti attuato dagli "organizzatori di immigrazione illegale", in sostanza le Ong. La pena prevista è un anno di carcere. Tutto questo a meno che non vi sia pericolo imminente di vita.

Orban, queste cose, le aveva ben spiegate durante la campagna elettorale e adesso, al suo terzo mandato consecutivo da premier, le mette in pratica. Orban, che si presenta come il baluardo dela difesa dell'Occidente, accusa il magnate di orchestrare a vantaggio delle sue ong una "immigrazione di massa" verso l'Ue, circostanza che il filantropo ha smentito.

Un Salvini contraddittorio? No, perché al di là delle richieste di aiuto e collaborazione ai Paesi Ue, l'obiettivo del leader del Carroccio sembra essere quello del premier ungherese: serrare le fila, chiudere i porti, difendere le frontiere, non farne entrare più di migranti, e non suddividerli equamente tra gli Stati europei. Criminalizzare il fondamentale e legittimo lavoro per i diritti umani è un evidente attacco contro le persone che cercano riparo dalla persecuzione e coloro che svolgono ammirevoli attività per dar loro una mano.

Comunicati in cui manca, però, alla parola "migrante", l'aggettivo "illegale". Non solo, in un intervento odierno riportato dall'Hungary Journal, Orban ha spiegato che l'asset più importante dell'Ungheria è la sua sovranità e che il Paese non rinuncerà nemmeno a un grammo di questa dato che il rischio sarebbe di "perderla poi tutta". Un'altra rilevante modifica è quella che limiterà il diritto di manifestazione e con la quale si vieteranno le proteste "vicino alle abitazioni dei politici" che, secondo il ministro della Giustizia ungherese, László Trócsányi, "costituiscono una violazione della privacy".

La nuova mossa annunciata da Viktor Orban contro l'accoglienza dei migranti è di vietarla per Costituzione.

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