Ilva, lettera di Emiliano a Di Maio: "Ombre sull’aggiudicazione"

Cornelia Mascio
Luglio 11, 2018

Stavolta però lo fa in maniera istituzionale, attraverso una lettera ufficiale indirizzata al ministro Luigi Di Maio. "Per completezza - aggiunge - rendiamo pubblica la lettera".

Per Emiliano, dall'esame della documentazione resa visibile dal Ministero "che a tutt'oggi nega l'accesso al Piano industriale quale componente fondamentale dell'offerta presentata dalla cordata aggiudicataria, non emerge quali siano stati i criteri (predeterminati) di aggiudicazione del contratto che avrebbero 'vincolato' il ministero dello sviluppo economico a preferire la società AmInvestco alle altre partecipanti tra le quali AcciaItalia che aveva offerto l'auspicata di carbonizzazione dell'impianto Ilva di Taranto".

Accitalia infatti prevedeva anche un minor impatto ambientale. Inoltre il Governatore pugliese si chiede perchè il governo precedente avesse preferito l'offerta di Arcelor Mittal. Non solo: la proposta della prima cordata avrebbe previsto a regime sino a 10.500 lavoratori, a differenza della seconda che prevede "8100 unità lavorative a regime".E "appaiono ben più esigui" anche gli investimenti proposti da Ami rispetto ad Acciatalia. Scelta per cui Emiliano si batte da tempo. Tant'è che la Commissione europea ha dato il suo via libera "sotto condizione" ovvero "l'eliminazione del gruppo Marcegaglia dal consorzio di acquisto e numerose cessioni di altri impianti" fatto questo che sostanzialmente cambierebbe il profilo del soggetto aggiudicatario. Per tutto questo, dunque, conclude Emiliano, "le sarei grato se volesse disporre opportune verifiche sulla correttezza della procedura di gara espletata eventualmente avvalendosi dell'Anac, organo deputato istituzionalmente alla vigilanza e controllo delle procedure di affidamento di contratti ad evidenza pubblica".

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