Savona: pronti a tutto, altri possono decidere uscita Italia da euro

Cornelia Mascio
Luglio 11, 2018

Oggi in commissione, pur ribadendo che non c'è la volontà del governo di uscire dall'Euro, il ministro ha detto che qualcuno vorrebbe che l'Italia uscisse dalla moneta unica.

Paolo Savona ha poi spiegato il motivo dell'impennata dello spread che si è verificata dalla nascita dell'esecutivo guidato da Giuseppe Conte: "Quando abbiamo detto che l'Italia non vuole uscire dall'euro e intende rispettare gli impegni fiscali, queste affermazioni hanno rassicurato i mercati, ma lo spread resta elevato per via del debito pubblico ma soprattutto per come il governo intende realizzare il suo programma: soprattutto flat tax, reddito di cittadinanza e Fornero".

Prima si è tolto un sassolino dalla scarpa e poi ha annunciato un incontro il presidente della Bce Mario Draghi per rafforzare la Banca centrale. "La mia posizione del 'piano B' - ha aggiunto - che ha alterato la conoscenza e l'interpretazione delle mie idee, è essere pronti a ogni evento". Prima volevo che la mia azione godesse della legittimazione democratica. Savona indica quindi la necessità di potenziare i compiti della Bce per evitare che la congiuntura dell'area euro sia eccessivamente condizionata da fattori esogeni.

"Se alla Bce non vengono affidati compiti pieni sul cambio ogni azione esterna all'eurozona si riflette sull'euro senza che l'Unione europea abbia gli strumenti per condurre un'azione diretta di contrasto. L'assenza di pieni poteri della Bce sul cambio causa influenze su crescita dei paesi Ue da vicende che accadono fuori dall'Ue".

L'ideale per l'Europa? Muovere verso l'unione politica e creare urgentemente una scuola di istruzione comune europea. In sintesi, secondo Savona, la Banca centrale europea dovrebbe avere uno statuto simile a quello della Fed, la banca centrale degli Stati Uniti.

"Il prestigio del governo sul rilancio degli investimenti Sul fronte interno, Savona è convinto che rilanciare gli investimenti per una crescita del Pil" è "tecnicamente possibile" e il "prestigio" del governo si gioca sul fatto che si riesca a rilanciare gli investimenti, anche tenendo conto del fatto che esiste "un risparmio interno inutilizzato".

Una posizione, quella dell'economista, che non rappresenta una sorpresa, anzi: si ricorderà che un mese e mezzo fa l'accordo di governo tra M5s e Lega ha rischiato di saltare proprio per il no del Colle al nome di Savona come ministro dell'Economia.

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