Agli Uffizi una sala dedicata a Leonardo

Brunilde Fioravanti
Luglio 12, 2018

Nella nuova Sala di Leonardo, entrando a sinistra è il Battesimo di Cristo, eseguito per la chiesa di San Salvi nel 1475-78, anni in cui l'artista ancora collaborava con il Verrocchio: l'opera testimonia sia le divisioni dei compiti all'interno delle botteghe, sia il salto stilistico e tecnico tra il maestro e l'allievo. Incastonata tra la Sala dedicata a Michelangelo e Raffaello, inaugurata appena un mese fa e la sala che ospita le opere del Caravaggio e del Seicento inaugurata nel mese di febbraio, secondo un ritrovato principio narrativo cronologico, la nuova Sala di Leonardo ha un colore grigio pallido che richiama gli interni di una chiesa, i tre dipinti furono infatti eseguiti per edifici di culto, una tonalità soave che conferisce un grande risalto ai capolavori di Leonardo, custoditi, come fatto negli ultimi allestimenti, in teche all'avanguardia dal punto di vista conservativo, in grado di mantenere una situazione di microclima ottimale e chiuse da vetri speciali che annullano gli effetti della rifrazione della luce. Sulla parete di fronte è esposta l'Annunciazione, proveniente dalla chiesa di Monteoliveto, mentre al centro della sala troneggial'Adorazione dei Magi, commissionata dai canonici regolari agostiniani per la chiesa di San Donato a Scopeto, e lasciata incompiuta al momento in cui Leonardo partì per Milano, nel 1482.

Sono tutti insieme l'Adorazione dei Magi, l'Annunciazione e il Battesimo di Cristo. Stamattina alla Galleria degli Uffizi la cerimonia di inaugurazione alla presenza del Direttore Eike Schmidt, di Maria Vittoria Rimbotti Colonna presidente delle associazioni Amici degli Uffizi e Friends of the Uffizi, di Cecilia Frosinini dell'Opificio delle Pietre Dure e di Lisa Marie Browne dei Friends of the Uffizi. Tanto che il direttore tedesco, a chi gli chiede se desideri di rimanere alla guida del museo vasariano anche oltre la scadenza del suo primo quadriennio a fine 2019 risponde con un sorriso: "di sicuro fino alla fine del 2019 posso rimanere, ora che che il Consiglio di Stato ha deciso che i direttori dei grandi musei italiani possono essere europei", dice, ricordando la sentenza con cui il supremo tribunale amministrativo ha definitivamente tolto la spada di Damocle da sopra le teste dei superdirettori stranieri delle grandi gallerie italiane.

Sottolinea, infatti, Schmidt: "Abbiamo aperto due porte che abbiamo notato nelle planimetrie del Settecento". Adesso la Sala di Leonardo precede quella dedicata a Michelangelo e Raffaello. "Questa nuova sala segna il culmine nella storia della nostra associazione".

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