Assegno divorzio, pesa storia famiglia - Ultima Ora

Brunilde Fioravanti
Июля 12, 2018

"Se il coniuge che richiede l'assegno di divorzio dimostra di aver contribuito alla crescita sociale ed economica dell'altro coniuge, il giudice dovrà riconoscere un assegno di divorzio", spiega l'associazione avvocati matrimonialisti chiarendo che "non potrà poggiarsi sul principio del tenore di vita, principio ormai superato dalla giurisprudenza". La decisione potrebbe rimettere in discussione pure accordi di divorzi famosi, non ultimo quello di Silvio Berlusconi e Veronica Lario.

Per questo nello stabilire l'assegno di divorzio "si deve adottare un criterio composito" che tenga conto "delle rispettive condizioni economico-patrimoniali" e "dia particolare rilievo al contributo fornito dall'ex coniuge" alla vita familiare, al "patrimonio comune e personale, in relazione alla durata del matrimonio, alle potenzialità reddituali future ed all'età". E riempie un vuoto legislativo che si era aperto con il caso Berlusconi-Lario. Correttamente gli Ermellini hanno inteso riequilibrare tale assetto, richiamandosi ai principi costituzionali di pari dignità e di solidarietà che permeano l'unione matrimoniale, anche dopo lo scioglimento del vincolo. Un assegno che fosse parametrato solo su questo principio come deciso a maggio 2017, dicono i giudici, sarebbe lesivo del principio di compensazione dell'ex moglie e, in qualche misura, si collocherebbe al di fuori del diritto europeo che tutela "il principio di eguaglianza effettiva tra i coniugi". Se fino allo scorso anno si era sempre seguito il criterio del tenore di vita, spesso penalizzando il coniuge che doveva staccare l'assegno, magari unico reddito con doppie case e vite da mantenere, dalla sentenza Grilli erano però emerse altre sperequazioni con persone che non riuscivano a rientrare nel mercato del lavoro dopo passati a curare la famiglia e assegni di mantenimento non adeguati.

La decisione sottolinea poi che "il contributo fornito alla conduzione della vita familiare costituisce il frutto di decisioni comuni di entrambi i coniugi, libere e responsabili, che possono incidere anche profondamente sul profilo economico patrimoniale di ciascuno di essi dopo la fine dell'unione matrimoniale". "Pertanto la Cassazione tutelerà, anche per motivi costituzionali, l'impegno dei coniugi e la loro dedizione, anche in caso di fine del loro matrimonio". "Perché è vero che non devono essere agevolati episodi di mogli/mariti parassiti, ma non si può prescindere da una valutazione della storia familiare nel suo complesso". Non è questione solo economica, ma di tempo e vita vissuta insieme. Non tutti i divorzi sono uguali. Da oggi anche per la legge.

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