Ilva, Di Maio: "Piano ArcelorMittal non è in linea con le attese"

Cornelia Mascio
Luglio 12, 2018

Questa mattina il ministero dello Sviluppo Economico ha inviato le 23mila pagine della gara di aggiudicazione dell'Ilva ad Arcelor Mittal per "verificare la regolarità delle procedure, a seguito delle segnalazioni arrivate". A darne notizia è stato lo stesso Di Maio che nel prendere atto di questa lettera-denuncia ne ha reso pubblico il testo.

Sull'Ilva, "dopo i quaranta giorni dal giuramento da ministro Di Maio ha chiesto la necessità di procedere ancora da approfondimenti di tutte le carte sottoposte dall'azienda e dal precedente governo, sono troppi anni che aspettiamo risposte e auspichiamo una ripresa immediata del negoziato". In particolare dall'esame della documentazione, sostiene, "non emerge quali siano stati i criteri (predeterminati) di aggiudicazione del contratto che avrebbero "vincolato" il ministero dello Sviluppo economico a preferire la società Am InvestCo alle altre partecipanti, tra le quali- in particolare- la cordata Acciatialia Spa, che aveva offerto la auspicata decarbonizzazione dell'impianto Ilva di Taranto". Secondo il governatore è "incongrua" la preferenza accordata alla Ami srl "perchè sostanzialmente basata solo sull'offerta economica, senza alcuna considerazione degli aspetti qualitativi della medesima". Non solo: la proposta della prima cordata avrebbe previsto a regime sino a 10.500 lavoratori, a differenza della seconda che prevede "8100 unità lavorative a regime".

Secondo Emiliano l'aggiudicazione è stata disposta a favore di una cordata che "notoriamente concentra una cospicua fetta della produzione di acciaio a livello europeo e mondiale, nonchè quote di mercato Ue - fa notare ancora Emiliano - con un evidente e conclamato rischio Antitrust, essendo superiori al 40%". Il presidente della regione Puglia evidenzia che la Commissione europea ha dato il suo via libera "sotto condizione": "l'eliminazione del gruppo Marcegaglia dal consorzio di acquisto e numerose cessioni di altri impianti". Per tutto questo, dunque, conclude Emiliano, "le sarei grato se volesse disporre opportune verifiche sulla correttezza della procedura di gara espletata eventualmente avvalendosi dell'Anac, organo deputato istituzionalmente alla vigilanza e controllo delle procedure di affidamento di contratti ad evidenza pubblica".

Una lettera in cui il presidente della Regione Puglia, accusa proprio il predecessore di Di Maio, Carlo Calenda.

Così il segretario generale della Fim Cisl, Marco Bentivogli, all'uscita dal Mise aggiungendo "siamo sicuramente favorevoli che sul piano ambientale si faccia di più e che sul piano occupazionale ci siano più garanzie rispetto a quelle date finora, ma il tempo è scaduto e per questo è fondamentale che il ministro comprenda che non guardiamo al colore di qualsiasi governo, all'impronta politica, però è decisivo che si arrivi al più presto a delle soluzioni". "Il resto è chiacchiera da bar".

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