Lautaro Martinez: "Milito è stato fenomenale all'Inter, ora tocca a me"

Paola Ditto
Luglio 12, 2018

Nuovo riferimento offensivo dell'Inter, va a completare l'attacco a disposizione di Luciano Spalletti, formando idealmente un tandem tutto albiceleste con Mauro Icardi.

La 10 l'avevo anche al Racing, non sarà un peso. L'attaccante argentino, prelevato da Racing Club de Avellaneda per circa 22 milioni di euro, indosserà dunque un numero pesante, che crea grande aspettativa, aggiungendosi a quella che i tifosi hanno già nei suoi confronti.

C'era un giocatore al quale si ispirava?

Intanto i miei compagni mi hanno accolto benissimo, c'è un grande gruppo. "Il mio modello? Mi sono sempre ispirato a Radamel Falcao, mi piace molto il suo stile di gioco".

In chi si rivede tra Tevez e Aguero?

IN CHI MI RIVEDO - "Questo non lo so, so che dal primo momento in cui l'Inter è venuta a Buenos Aires mi è piaciuto da subito il progetto e ho preso questa decisione". Alla fine vidi che avevano ribaltato il risultato per l'accesso in Champions. "L'Inter è un ottimo club, anche Diego Milito me ne ha parlato, mi ha spiegato cosa significava l'Inter e così che dalla scorsa stagione mi è piaciuta l'idea di giocare nell'Inter".

Cosa pensa del Mondiale dell'Argentina? C'erano posti riservati a giocatori molto importanti, con più esperienza di me. Sono qui per migliorare giorno dopo giorno e ho l'opportunità di farlo in una squadra importantissima. Lo ringrazio per tutto e per le attenzioni dimostrate, mi ha chiamato prima che arrivassi a Milano ed è stato molto carino. "Voglio conquistarmi un posto da titolare, come facevo al Racing".

Come sono stati i primi giorni di ritiro? I primi giorni sono andati benissimo, qui ci sono valori formidabili anche dal punto di vista umano. L'atmosfera rilassata ti aiutata a lavorare meglio. Il mister ha le idee chiarissime.

Sei pronto a essere il successore di Milito anche all'Inter?

Un aneddoto della storia dell'Inter che ti attrae?

MILITO - "Mi ha aiutato tanto, ha reso la mia transazione più agevole". Lui ha raggiunto livelli altissimi vincendo tantissimo. Che impressione ti ha fatto Spalletti? Perché il nome e non il cognome sulla maglia e il soprannome "El Toro"? - "Stavo andando in Brasile per giocare la Libertadores". Ho scelto di mettere Lautaro sulla maglia perché è meno comune rispetto al mio cognome, Martinez. "Il soprannome Toro me l'hanno assegnato quando sono arrivato a Buenos Aires e da lì è rimasto quello". "So che proverò emozioni vere come spesso accaduto in Argentina". L'ambiente che si respira dall'esterno è bellissimo, dentro il campo è ancora più forte. Ho visto diversi derby di Milano: le emozioni saranno le stesse che sentivo in Argentina.

Altre relazioniGrafFiotech

Discuti questo articolo

Segui i nostri GIORNALE