Vitalizi, la Camera approva il taglio. Di Maio: "Giornata storica"

Remigio Civitarese
Luglio 12, 2018

In base alla delibera, quelli percepiti da ex deputati che hanno alle spalle almeno quattro legislature si fermeranno al valore maturato al 31 ottobre prossimo.

"È un principio di giustizia - ha aggiunto - ma so che c'è ancora molto da fare nella lotta ai privilegi". Luigi Di Maio, intervistato durante Uno Mattina, ha confermato anche il taglio alle pensioni d'oro sopra i 4.000 euro netti. "Ho scritto una delibera forte, sostanziale e sostanziosa che riapra ad un'ingiustizia" facendo proprio un principio "costituzionale per cui tutti i cittadini sono uguali".

"Per quanto tempo abbiamo aspettato che questi privilegi venissero cancellati!". E a chi gli domandava se la presidente del Senato, Elisabetta Alberti Casellati, procederà col taglio dei vitalizi a Palazzo Madama, "chiedeteglielo.", ha risposto con un sorriso. Perché' è una festa per tutto il Paese'. Fico ha parlato anche del rischio incostituzionalità: "Non sono preoccupato di una bocciatura della Corte costituzionale. Avremo infatti un risparmio di risorse pubbliche di oltre 40 milioni di euro all'anno", scrive poi su Facebook Fico.

Di Maio ha inoltre lanciato un messaggio alla Lega: "Se non dovesse votare oggi alla Camera la delibera sul taglio ai vitalizi sarebbe un suicidio politico, ma non accadrà". Ha esultato anche l'alleato di governo Matteo Salvini: "Con la Lega dalle parole ai fatti", ha commentato. Ora ci siamo, un sogno diventa realtà', bye bye vitalizi'. Oggi non assistiamo alla fine dei vitalizi come sostengono i Cinque Stelle, ma al futuro arricchimento degli ex parlamentari e dei loro avvocati. Mentre il presidente della Camera Roberto Fico, che ha firmato il documento, ha difeso la costituzionalità dell'intervento nonostante le accuse di questi mesi: "Non sono preoccupato". A rimetterci, alla fine, saranno quindi sempre le tasche degli italiani.

E davanti a Montecitorio il M5s festeggia con palloncini gialli e bottiglie di champagne: "Stiamo cancellando un privilegio non un diritto e quando si fa qualcosa per le persone è giusto festeggiare", dice Francesco Silvestri, vice capogruppo alla Camera ai militanti. Una vittoria di tutta l'Italia, perché non è solo un'ingiustizia abolita, ma anche una conquista di civiltà.

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