Conti pubblici, Bankitalia: "A maggio debito pubblico in aumento a 2.327 miliardi"

Cornelia Mascio
Luglio 15, 2018

Record assoluto per il debito pubblico italiano aumentato a maggio di 14,6 miliardi rispetto al mese precedente, per un totale pari a 2.327,4 miliardi. Un nuovo primato del quale non vantarsi quello rilevato dal Bollettino Statistico "Finanza pubblica, fabbisogno e debito" di Bankitalia.

Il profilo di discesa debito non sarà in discussione, discuteremo dei tempi e del profilo dell'aggiustamento, ma il centro della manovra è ribaltare la tendenza fino ad oggi di aumentare sempre la quota di spesa corrente a scapito della spesa per investimenti.

La revisione delle stime, si legge nel Bollettino, "risente principalmente dei rincari del greggio e, per l'anno in corso, dalla dinamica piu' debole dell'attivita' nel secondo trimestre, come suggerito dai principali indicatori congiunturali; l'impatto dei piu' elevati tassi di interesse sarebbe invece compensato dall'indebolimento del cambio dell'euro e dal piu' favorevole andamento degli scambi con l'estero nel prossimo biennio". "Non si possono inoltre escludere aumenti repentini della volatilita' sui mercati finanziari, in connessione con un riaccendersi dell'incertezza sulle politiche economiche, che si potrebbe ripercuotere sulle condizioni di finanziamento e sulla fiducia di famiglie e imprese, incidendo negativamente sull'attivita' economica".

A maggio il deficit è cresciuto di 14,6 miliardi facendo registrare un incremento del 3,6% su base annua.

Il logo della Banca d'Italia, 19 gennaio 2016. E ancora. Bankitalia rivede al ribasso le stime di crescita della nostra economia: quest'anno il Pil crescera' dell'1,3% mentre nel 2019 si attestera' sull'1%. Nel triennio l'inflazione, pur rimanendo lievemente inferiore a quella del complesso dell'area dell'euro, risalirebbe con gradualità anche nella componente di fondo e toccherebbe l'1,5% nel 2020, "nell'ipotesi che prosegua il miglioramento delle aspettative e che ciò si traduca in una progressiva ripresa delle retribuzioni nominali".

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