Beni significativi, i chiarimenti delle Entrate nella nuova Circolare

Cornelia Mascio
Luglio 16, 2018

Nella circolare l'Agenzia sottolinea per prima cosa che il il trattamento fiscale dei beni significativi (Dm 29 dicembre 1999), ossia ascensori e montacarichi, infissi esterni e interni, caldaie, video citofoni, apparecchiature di condizionamento e riciclo dell'aria, sanitari e rubinetterie da bagno, impianti di sicurezza, va applicato anche ai beni che svolgono le stesse funzioni di quelli elencati.

L'Agenzia delle Entrate - con la circolare 15/E del 12 luglio - chiarisce infatti la disciplina dei 'beni significativi' tenendo conto dell'interpretazione fornita dall'ultima legge di bilancio (205/2017, articolo 1, comma 19). Nel primo caso l'Iva al 10% si applica su una base imponibile costituita dal corrispettivo pattuito per l'intervento comprensivo del valore delle tapparelle, mentre sui soli infissi si applicano le regole in materia di beni significativi. Tale categoria di beni incide sulle agevolazioni IVA per gli interventi di recupero edilizio, con un'aliquota IVA del 10% per i lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria se eseguiti in immobili a prevalente destinazione abitativa.

Sul piano degli adempimenti contabili, sono state chiarite anche le modalità di fatturazione della prestazione di servizi nella quale è compresa la cessione di un bene significativo. Si pensi, ad esempio, alle stufe a pellet che, se utilizzate per riscaldare l'acqua, alimentare il sistema di riscaldamento e per produrre acqua sanitaria, possono essere tranquillamente assimilate alle caldaie, vale a dire a "beni significativi". Tali sistemi, oscuranti o protettivi, sono generalmente autonomi rispetto agli infissi e il loro costo non viene attratto da quello di questi ultimi. In quanto tali, il loro valore non va ricompreso in quello dell'infisso ma in quello della prestazione e sono, quindi, soggette all'IVA agevolata del 10%.

Se, invece, le tapparelle sono strutturalmente integrate agli infissi, ai fini dell'applicazione dell'aliquota IVA agevolata, il loro valore va ricompreso in quello degli infissi.

Sulla determinazione del valore specifico dei beni significativi, la circolare precisa che da questo deve essere escluso il mark-up, vale a dire il margine aggiunto dal prestatore al costo di produzione o al costo di acquisizione del bene: ciò che conta è solo il costo "originario". La circolare, infine, chiarisce che, trattandosi di norma di interpretazione autentica, la stessa ha efficacia retroattiva. Tuttavia, i comportamenti difformi tenuti dai contribuenti fino al 31 dicembre 2017 non potranno essere oggetto di contestazione, mentre quelle già operate andranno abbandonate, sempre che il rapporto non sia esaurito; in ogni caso, non è rimborsabile l'eventuale maggiore imposta applicata sulle operazioni effettuate entro quella data.

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