Pensioni e immigrazione, Salvini suggerisce a Boeri le dimissioni

Cornelia Mascio
Luglio 16, 2018

Il vicepremier ha assicurato di non aver "mai accusato né il ministero dell'Economia e delle Finanze né la Ragioneria Generale dello Stato di alcun intervento nella predisposizione della relazione tecnica al dl dignità". "In presenza di un inasprimento del costo del lavoro complessivo - scrive Boeri - l'evidenza empirica e la teoria economica prevedono unanimemente un impatto negativo sulla domanda di lavoro".

La scintilla tra Boeri - figlio del neurologo Renato e dell'architetta Cini, Phd alla New York University, per dieci anni senior economist all'Ocse - e il M5S era scoccata subito, complice la guerra del presidente Inps ai vitalizi dei parlamentari, ritenuti da sempre "in gran parte slegati dai contributi versati" e dunque iniqui. "Incrociando i nostri dati con quelli dell'Agenzia delle entrate si arriva a 35-38 miliardi di euro". La stima dell'INPS è relativamente ottimistica. Matteo Salvini, ha invitato Boeri a dimettersi."Il Presidente INPS, nominato da Renzi, continua a ripetere che la Legge Fornero non si può toccare e che gli immigrati pagano le pensioni degli italiani.Io penso che sbagli e che si dovrebbe dimettere, scrive Salvini su Twitter". Il presunto "colpevole" andava indicato con chiarezza e Di Maio ha voluto precisare, nella stessa nota congiunta, che bisogna capire da dove provenga quella "manina" che, si ribadisce, "non va ricercata nell'ambito del Mef".

La replica di Boeri non si fa attendere ed è durissima: "Siamo ai limiti del negazionismo economico", dice in una nota spiegando che il decreto "comporta un innalzamento del costo del lavoro per i contratti a tempo determinato e un aumento dei costi in caso di interruzione del rapporto di lavoro per i contratti a tempo indeterminato". "Ma non finisce qui perché nel cominicato si legge che il ministro dell'Economia Tria ritiene che le stime di fonte Inps sugli effetti delle disposizioni relative ai contratti di lavoro contenute nel decreto siano prive di basi scientifiche e in quanto tali discutibili". L'Istat le aveva calcolate nei famosi 17 miliardi rilanciati dai Cinque Stelle (2,1 per la riforma dei centri per l'impiego e 14,9 per gli assegni mensili veri e propri per integrare il reddito fino a superare la soglia di povertà).

Ma la tempesta, non si placa. Al coro di critiche si unisce Unimpresa, l'associazione che rappresenta la micro-imprenditoria. "Il ministro Luigi Di Maio ha mosso una accusa gravissima, senza precedenti: deve immediatamente chiarire chi, a suo giudizio e secondo le informazioni in suo possesso, ha modificato la relazione tecnica al decreto dignità, inserendo informazioni false", ha dichiarato la presidente Giovanna Ferrara in una nota. "Manomettere un testo ufficiale non è come modificare una pagina di appunti".

Altre relazioniGrafFiotech

Discuti questo articolo

Segui i nostri GIORNALE