Con chat e social aumenta il deficit d'attenzione

Modesto Morganelli
Luglio 19, 2018

Lo sostiene un team di scienziati dell'USC (University of Southern California) in un nuovo studio pubblicato sul Journal of American Medical Association.

Gli adolescenti che utilizzano molto gli smartphone e gli altri strumenti tecnologici messi loro a disposizione dalla modernità, presentano un rischio maggiorato rispetto ai coetanei poco inclini all'uso di queste tecnologie, di sviluppare disturbi comportamentali, in particolare il disturbo da iperattività e deficit di attenzione (ADHD). E' emerso che la probabilità di comparsa di sintomi di ADHD nei due anni di studio per i consumatori assidui di media digitali è circa doppia rispetto ai coetanei che usano i media con parsimonia. Successivamente, hanno ridotto il campione a 2.587 partecipanti, rimuovendo gli studenti con sintomi pre-esistenti dell'ADHD.

In seguito, hanno chiesto agli studenti con quanta frequenza utilizzassero 14 piattaforme di media digitali popolari, ordinando i risultati in tre categorie: nessun uso, uso medio e alto utilizzo. I ricercatori hanno quindi valutato i ragazzi ogni sei mesi per vedere quanto spesso svolgessero determinate attività come inviare messaggi, vedere video in streaming e condivisioni sui social.

Escludendo chi già soffriva del disturbo, i ricercatori avevano l'obiettivo di osservare l'emergenza di nuove problematiche comportamentali nel corso dei due anni di studio. "Possiamo affermare con sicurezza che i teenager esposti a elevati livelli di media digitali hanno un rischio significativamente più elevato di sviluppare sintomi di ADHD in futuro", conclude Leventhal.

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