Firenze ricorda Mandela nel centenario della nascita

Remigio Civitarese
Luglio 19, 2018

Nell'occasione dei 100 anni dalla nascita, l'ONU ha deciso di celebrare la giornata con un vertice sulla pace che si terrà a settembre, in occasione del raduno annuale dei leader mondiali.

"Viviamo in tempi strani e incerti - molto strani e molto incerti". Non tutto è risolto e il Sud Africa di oggi è una democrazia assai più fragile di quella immaginata da Mandela.

"Nessuno nasce odiando i propri simili a causa della razza, della religione o della classe alla quale appartengono". Tra la folla, arrivata alle prime ore del giorno per ascoltarlo, c'erano anche ospiti illustri tra cuil'ultima moglie di Mandela, l'ex presidente della Liberia Ellen Johnson Sirleaf, l'ex segretario generale dell'Onu, Koffi Annan, e l'ex primo ministro italiano Matteo Renzi. Sconfitto l'apartheid, Mandela riesce a far accettare delle elezioni democratiche, che lo portano nel 1994 alla presidenza del Sudafrica. Durante la sua vita si batte attivamente per i diritti civili per i gruppi etnici non bianchi. All'età di 46 anni viene condannato all'ergastolo. "Non ci può essere un punto di incontro se qualcuno dice che il clima non sta cambiando, mentre tutti gli scienziati del mondo affermano il contrario".

Rinchiuso in carcere, vi resterà fino al 1990: 27 lunghissimi anni.La prigione non debilitò il suo spirito; continuò a guidare la lotta contro la segregazione anche dal carcere divenendo il simbolo della lotta contro il razzismo e della resistenza. Nello stadio di Johannesburg, di fronte a quindicimila persone festanti, l'ex inquilino della Casa Bianca ha ricordato l'eroe antiapartheid e premio Nobel per la pace. Ha quindi insistito sulla difesa dell'eguaglianza in tutte le sue forme. E che quando sarebbero scomparse, sarebbe scomparso anche il dominio di un'etnia sull'altra.

Terni e Mandela La città di Terni ha un legame particolare con Nelson Mandela fin da quando nel 1989, con il grande statista ancora in carcere da ormai 26 anni, è stata intitolata a lui un'iniziativa culturale - il 'Progetto...' - nato due anni prima, e che da allora coinvolge la città e i suoi giovani in laboratori, produzioni teatrali e eventi culturali con lo scopo di diffondere il tema dei diritti umani e lottare con gli strumenti della cultura contro ogni tipo di discriminazione. In quella circostanza egli tenne un discorso meritatamente celebre "Io ho un sogno, che i miei quattro figli piccoli vivranno un giorno in una nazione nella quale non saranno giudicati per il colore della loro pelle, ma per ciò che la loro persona contiene".

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