Banche, Di Maio critico: "Pagheranno per loro arroganza"

Cornelia Mascio
Luglio 20, 2018

"Il sistema bancario la deve pagare perché ha avuto un atteggiamento arrogante infischiandosene dei risparmiatori e dello Stato ed è stato protetto da ambienti politici sia in questa regione che a livello nazionale".

Immediate le repliche, con Pierantonio Zanettin deputato di Forza Italia che dice: "di tutto hanno bisogno i nostri istituti bancari, usciti piuttosto malconci dalla crisi finanziaria dell'ultimo decennio, tranne delle minacce del vice premier Di Maio, che oggi a Gioia Tauro ha dichiarato che le banche la dovranno pagare".

Nuovo, pesante, attacco dal M5S alle banche mentre nel governo il ministro dell'economia Giovanni Tria frena sulla possibilità, promossa soprattutto dalla Lega, di una moratoria della riforma delle Bce varata dall'esecutivo Renzi e oramai sul punto di decollare.

Parole fortissime che Di Maio che è andato anche oltre. In Calabria per visitare l'azienda dell'imprenditore Nino De Masi, il ministro dello sviluppo e del lavoro Luigi di Maio ha criticato il comportamento di Mps nella vicenda che ha portato al fallimento dell'impresa per poi allargare il discorso al comparto bancario nella sua interezza. "Se non lo farà avvieremo tutti gli strumenti che servono", ha detto.

Il riferimento è alla vicenda che ha visto protagonista l'imprenditore calabrese che, dopo aver firmato un accordo con alcune banche per essere risarcito dell'usura subita, ha visto il Monte dei Paschi non rispettare quanto stabilito al termine di un incontro al quale aveva partecipato anche il governo. Noi vogliamo sostenere chi in questo territorio c'è rimasto e ha combattuto denunciato come ha fatto Nino De Masi. Il sistema bancario italiano ha avuto contraccolpi dalle discipline europee come il bail-in che è stato introdotto. Certo su due aspetti il ministro ha aperto alla possibilità di 'ritocchi': la revisione dei requisiti professionali e la soglia di accesso a soggetti esterni. Ma l'impianto generale resta saldo. Si parlava di una proroga limitata di qualche mese oggetto di un decreto già venerdì 20 luglio, una ipotesi al momento senza conferme.

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