Ilva, ArcelorMittal: miglioreremo il piano. Successo del vicepremier Di Maio

Cornelia Mascio
Luglio 21, 2018

Il vicepremier ha annunciato anche l'avvio di un'indagine ministeriale, poi si è tolto qualche sassolino dalle scarpe accusando chi lo ha preceduto. "Assumiti la responsabilità di annullare la gara se la ritieni viziata". Così l'ex ministro Carlo Calenda su Twitter.

Il primo quesito relativo al termine per la definizione del piano ambientale, che durante la procedura di gara era slittato. da ricordare che, i tempi sono stati dilatati allorquando l'elenco dei soggetti interessati all'ILVA, dopo i passaggi delle offerte iniziali e quello dell'offerta vincolate, si era ristretto a due sole cordate.

La risposta inviata dall' ANAC al Mise è di sette pagine, in cui si spiega inizialmente la competenza nella sua valutazione, collegata alla circostanza che la procedura esclusa dal Codice degli appalti, prevede comunque l'obbligo di attuare delle procedure sulla base al "rispetto dei principi di parità di trattamento, trasparenza e non discriminazione" principi che l'Autorità è deputata a tutelare. L'Anac, che era stata interpellata al riguardo proprio dal nuovo ministro, ha detto che sì ci sono criticità nella gara che ha portato Governo e commissari ad aggiudicare l'Ilva alla cordata formata da Arcelor Mittal e Marcegaglia (Am Investco) e a stoppare l'offerta di Acciaitalia (Jindal, Cassa Depositi e Prestiti, Arvedi e Del Vecchio), ma anche che non ci sono possibili casi di illecito. "Tutti avremmo voluto che vincesse, ma non al prezzo di truccare la gara". E non è pensabile che Di Maio non lo sappia. È pensabile, quindi, che Di Maio - in questa situazione così complessa - annulli la gara? E l'immagine di Luigi Di Maio che prova a spiegarne il senso a un'aula della Camera deserta racconta più di mille parole lo spaesamento della nuova classe dirigente di fronte a un evento vagheggiato dai militanti duri e puri e dai guru della decrescita felice, ma che rischia di colpire oltre all'occupazione tarantina (ventimila posti con l'indotto) anche il Pil e le strategie industriali del Paese, lasciando Taranto non meno inquinata (si pensi alle disastrose o fasulle bonifiche di Crotone e Bagnoli) e certo più povera. Nell'ambigua commedia che sta andando in scena quest'estate attorno alla grande acciaieria di Taranto, i passi degli ultimi giorni vanno in una direzione assai pericolosa. E, certamente, sarà una proposta migliore di quella che aveva ottenuto Calenda. Paradossalmente, il caso Ilva potrebbe presto trovare una soluzione. Ma qualcuno ha dimenticato che l' ILVA è una società "privata" venduta ad un altro "privato". Ma, come si diceva, a Mittal non ci sono alternative.

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