Fca crolla a Piazza Affari dopo l'addio di Marchionne. Salvini: "Sciacalli"

Cornelia Mascio
Luglio 23, 2018

Com'è nel suo stile, il giorno dopo la rivoluzione al vertice di Fca, il nuovo amministratore delegato Mike Manley è già al lavoro a Torino. Ieri pomeriggio le voci incontrollate sulle sue condizioni di salute hanno trovato un primo punto fermo nel comunicato della stessa Fca.

L'Ospedale universitario di Zurigo (USZ) non conferma la presenza fra i suoi degenti di Sergio Marchionne, ormai ex numero di Fiat Chrysler Automobiles (Fca), il gruppo automobilistico italo-americano con sede in Olanda. Lo ha deciso il cda che "ha preso atto con profondo rammarico che il presidente Sergio Marchionne non potrà tornare all'attività lavorativa". Dopo il Gran Premio della Gran Bretagna, che ha visto la Ferrari conquistare la vetta della classifica costruttori, sono tanti i fan e gli appassionati della Formula 1 che attendono notizie sulle condizioni di salute del noto pilota tedesco. Si parla di terapia intensiva e di condizioni irreversibili.

"Ci siamo conosciuti - prosegue la missiva - in uno dei momenti più bui nella storia della Fiat ed è stato grazie al suo intelletto, alla sua perseveranza e alla sua leadership se siamo riusciti a salvare l'azienda".

Montezemolo. "Sergio Marchionne è uno dei più grandi manager internazionali". Tema su cui è intervenuto un nome storico Fiat come Cesare Romiti che all'edizione torinese di Corriere s'era detto "amareggiato" per la mancata nomina di almeno un top manager italiano. "Posso solo rinnovare il messaggio di vicinanza a Marchionne e alla sua famiglia - ha concluso Salvini - Posso solo pregare per chi crede, fare gli auguri a Marchionne e lavorare affinché l'azienda non abbia nessun contraccolpo". Negli anni, Mike ha ricoperto ruoli di crescente responsabilità e ha maturato una vasta esperienza gestionale in tutte le nostre regioni, raggiungendo risultati importanti in ognuna delle posizioni ricoperte e dimostrando sempre una grande determinazione nel conseguimento dei suoi obiettivi. Era il 2007 quando il manager col maglioncino si confessava a Repubblica ripercorrendo i primi tre anni del risanamento del gruppo torinese e già aveva predetto il suo futuro: un futuro che ora è diventato presente e purtroppo non promette affatto bene.

È tornato a parlare anche il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio: "Per il futuro di Fca dobbiamo essere preoccupati e al tempo stesso voglio sincerare tutti che l'Italia è un Paese che investirà nell'automotive e soprattutto nell'automotive elettrico". L'appuntamento, che ha cadenza mensile, era già previsto; proseguirà anche domani, vigilia della presentazione dei conti del secondo trimestre 2018.

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