Pertosse: due neonate morte a Bergamo

Modesto Morganelli
Agosto 4, 2018

Due neonate di meno di due mesi sono morte di pertosse all'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo.

Due neonate, nate a poche settimane di distanza l'una dall'altra, con lo stesso destino.

Le due bambine di Bergamo, infatti, erano troppo piccole per essere vaccinate. Una malattia infettiva che per i neonati "può essere molto grave e, nel primo anno di vita", è "una delle cause più frequenti di decesso" per bambini così piccoli, a causa di complicazioni che possono sopraggiungere a danno del sistema nervoso, a causa della mancanza di ossigeno.

Il batterio di quella che è anche conosciuta come tosse convulsa o canina causa infezioni alle vie respiratorie a volte molto gravi, soprattutto nei neonati. Da qui è stata trasferita ad Alzano Lombardo, dove le cure di antibiotici sono risultate inutili.

Le loro madri, riporta sempre il quotidiano, una italiana e residente vicino a Treviglio e l'altra di origine romena, residente nel Cremasco ma che gravita nella Bergamasca, avevano avuto una gravidanza senza problemi ma, come emerso dagli accertamenti medici, "nessuna delle due era vaccinata per la pertosse" né si era sottoposta di recente a "una profilassi protettiva contro questa malattia". Il duplice drammatico caso è stato rilanciato sui social dal virologo Roberto Burioni, che da anni sta conducendo una tenace battaglia a favore dei vaccini. "Questo è il caso del vaccino contro la pertosse, dove addirittura la malattia stessa non fornisce una protezione permanente", scrive sulla sua pagina Facebook il noto medico. Questo vaccino "è efficace in quasi il 90% dei vaccinati, ma l'immunità tende a svanire con il tempo; quando questo accade si è comunque protetti dalla malattia in forma grave, ma si può ospitare il microrganismo nella propria gola ed essere una fonte di infezione per gli altri".

L'ospedale precisa che non si tratta di un'epidemia: le due piccole erano residenti in due aree lontane decine di chilometri della provincia, inoltre si sono ammalate a un mese di distanza l'una dall'altra.

"A causa di questa minore efficacia del nuovo vaccino, - prosegue il medico - e pure a causa delle mancate vaccinazioni, i casi di pertosse stanno aumentando. Possiamo però proteggerli ugualmente: prima di tutto dobbiamo vaccinare la madre in gravidanza, affinché abbia anticorpi da trasmettere". Insomma, dobbiamo creare una 'zona di sicurezza' intorno al neonato dove il batterio non possa stabilirsi. "Per questo e' molto importante che tutti vengano vaccinati, in modo da non consentire la circolazione di questo pericoloso batterio".

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